Home » Varie » Logistica » Carica microbica sull’ortofrutta

Carica microbica sull’ortofrutta

0
0

0
0
0

Uno studio recente promosso dal Consorzio Bestack, organismo che riunisce a livello nazionale i produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta, ha analizzato i livelli di igiene delle due principali tipologie di imballaggio per ortofrutta impiegate sul mercato: cartone ondulato monouso e cassette di plastica a sponde abbattibili riutilizzabili. L’analisi, curata dallo staff da Rosalba Lanciotti dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena – ha permesso di riscontrare sulle superifici dei contenitori la presenza di una carica microbica non pericolosa per il consumatore, ma in grado di alterare e ridurre la shelf life del prodotto fresco. Nello specifico, negli imballaggi riutilizzabili è stata riscontrata la presenza di coliformi totali e di sporigeni anaerobi, assenti invece nel cartone.

Riducono la shelf life. I microrganismi trovati sono inoffensivi per l’uomo, ma dannosi per il prodotto, in quanto ne limitano la durata di conservazione facendo aumentare scarti e marcescenze. Va comunque considerato che la filiera ortofrutticola è caratterizzata da infinite variabili che possono influire sulle condizioni dei prodotti stessi. Pertanto, il secondo step della ricerca ha previsto una situazione asettica, nella quale imballi in cartone ondulato e in plastica riutilizzabile sono stati messi alla pari, a uno stesso livello di carica batterica, al fine di misurare quanto incide il materiale di imballaggio nel trasferimento dei microrganismi sul prodotto.

Il cartone riduce i rischi. E’ risultato che i frutti confezionati in imballi in cartone hanno 1/10 delle probabilità di essere contaminati rispetto a quelli trasportati nelle cassette plastiche a sponde abbattibili. Lo studio dimostra dunque che l’imballaggio di cartone ondulato parte già più pulito in fase di confezionamento, e in fase di trasporto e consegna aiuta la conservazione igienica e previene la contaminazione, perché trattiene parte della carica batterica trasferendone meno sul prodotto contenuto: ciò avviene grazie alla maggiore porosità del materiale che “assorbe” i potenziali microrganismi. Lo studio promosso da Bestack è il primo gradino di un più ampio progetto di ricerca con cadenza biennale che intende valutare il ruolo del packaging nella contaminazione microbiologica dei prodotti ortofrutticoli e contribuire a rendere ancora più igienica la frutta e la verdura italiana.

Autore: Luca Maria De Nardo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Articoli simili

Login

Lost your password?
ISCRIVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Sarai sempre aggiornato sulle novità e gli eventi di Packaging Observer