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Cassette per ortofrutta: la ricerca DISTAL

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BESTACK1“Effetto del materiale di imballaggio sulla shelf-life della frutta confezionata: Come migliorare la qualità del prodotto e ridurre gli sprechi alimentari” è l’oggetto di di una ricerca effettuata per conto di Bestack da Rosalba Lanciotti, Francesca Patrignani del DISTAL dell’uUniversità di Bologna. La presenza e la persistenza di microrganismi sulle superfici a contatto con alimenti contribuiscono alla diffusione di patogeni e di microrganismi che possono alterare gli alimenti stessi, influenzando la loro durata di conservazione e sicurezza alimentare. Anche se sono disponibili pochissimi dati di letteratura sulla sopravvivenza dei microrganismi sui materiali di imballaggio (inclusi gli imballaggi in cartone ondulato e plastica), diversi studi hanno dimostrato che agenti patogeni di origine alimentare, tra cui l’Escherichia coli e Listeria monocytogenes, possono sopravvivere per ore o addirittura giorni sulle superfici di utensili ed attrezzature. I pochi dati di letteratura hanno dimostrato che i materiali di imballaggio possono essere contaminati da diversi microrganismi alterativi e patogeni (Suominene et al. 1997). L’ampia variabilità è dovuta principalmente alle differenze nelle caratteristiche chimico-fisiche dei materiali stessi di imballaggio, ma anche alla logistica. I microrganismi maggiormente presenti sugli imballaggi sono spore batteriche (appartenenti al Bacillus generi, Geobacillus, Alicyclobacillus e Clostridium) e muffe (principalmente appartenenti alla specie Aspergillus niger, A. cinnamomeus e herbarum Cladosporium) oltre ai lieviti. D’altra parte, sono microrganismi diffusi, resistenti a condizioni ambientali avverse e dotati di un alto potenziale di deterioramento (Binderup et al 2002;. Turtoi e Nicolau 2007).

Gli studi già condotti
La necessità di comprendere meglio tali meccanismi, approfondire la reale situazione e migliorare quindi le condizioni degli imballaggi per facilitare la commercializzazione di frutta e verdura hanno stimolato i 3 anni di collaborazione tra Bestack e Università di Bologna. In particolare nel primo anno abbiamo valutato e confrontato la carica microbiologica di due tipologie di imballaggio utilizzate per la commercializzazione di frutta fresca, cartone ondulato e cassette di plastica a sponde abbattibili riutilizzabili (RPC); Gli imballaggi per frutta in entrambi i materiali sono stati analizzati per valutare i carichi di cellule batteriche aerobiche mesofile, in totale ed in particolare dei coliformi fecali, spore di batteri aerobiche e anaerobiche, lieviti e muffe. Inoltre è stata valutata la presenza delle principali specie patogene associate ai prodotti freschi. Sebbene i dati raccolti hanno mostrato carichi di cellule microbiche nelle confezioni in cartone ondulato più bassi rispetto alle RPC, non è stato approfondito ruolo dell’imballaggio nella contaminazione del prodotto contenuto. Per questo, abbiamo studiato l’effetto dei due materiali di imballaggio (cartone ondulato e RPC) in un Challenge test in cui le due tipologie sono stati deliberatamente inoculate con una cella di carico definito di E. coli (indicatore di contaminazione fecale). Simply PescaraI dati raccolti indicano che la probabilità di trasferimento del ceppo di E.coli dall’imballaggio alla frutta è significativamente superiore per le RPC rispetto al cartone ondulato.
Quindi, in questa prospettiva, al fine di valutare la shelf-life di frutta fresca in relazione al materiale di confezionamento utilizzato, sono stati eseguiti nuovi Challenge test inoculando (nella stessa quantità di carica batterica) nelle due diverse tipologie di imballaggio due microrganismi alteranti, confezionando il prodotto all’interno e misurando poi velocità di trasferimento e concentrazione delle cariche batteriche.

Risultati
Il Challenge test effettuato con S. cerevisiae e Pseudomonas spp. ha mostrato che il trasferimento di cellule microbiche è stato significativamente più alto quando i prodotti sono stati confezionati in RPC rispetto al cartone ondulato. Il trasferimento ridotto di cellule microbiche ai frutti ha portato ad un aumento di shelf-life di 1-3 giorni per i campioni confezionati in cartone ondulato rispetto a RPC. Inoltre, le variabili indipendenti (danni frutta, temperatura di conservazione e il tempo di commercializzazione) erano in grado di influenzare la shelf-life dei prodotti, ma in misura minore. In generale, i tre anni di collaborazione tra Bestack e Università di Bologna hanno fornito informazioni importanti sulla qualità microbiologica degli imballaggi in cartone ondulato e RPC e sugli effetti di questi ultimi sul prodotto contenuto. Sono state riscontrate importanti informazioni sul ruolo degli imballaggi sulla contaminazione microbica di frutta fresca, portando prove sperimentali su alcuni punti di forza degli imballaggi in cartone ondulato (in presenza di stoccaggio e logistica appropriati). Per la sintesi completa dello studio, contattare gli autori della ricerca presso DISTAL, oppure il consorzio BESTACK.

Autore: Luca Maria De Nardo

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