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Cresce il tappo a vite per il vino

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Alessandro BocchioPerché scegliere il tappo a vite per il vino? A questa domanda ha risposto un incontro che si è tenuto nell’ambito di Simei 2015 e organizzato da EAFA (European Aluminium Foil Association). “Francia, Italia e Spagna sono Paesi ancora molto tradizionalisti per quanto riguarda le chiusure – ha raccontato Alessandro Bocchio, general manager BU Vino per Guala Closures Group – nonostante questo i tappi a vite in alluminio rappresentano nel nostro Paese il 17%, una quota dovuta soprattutto alle produzioni per l’esportazione. Nel 2004 questa percentuale era prossima allo zero.”

COSTI E MACCHINABILITA’. Secondo Bocchio, il merito di questo risultato dipende dai vantaggi a livello tecnologico, qualitativo, di praticità d’uso e anche ambientale. “Da un punto di vista operativo – ha spiegato – una chiusura a vite ha un prezzo inferiore al tappo di sughero naturale e permette di ottenere maggiore efficienza sulle linee di imbottigliamento. Le guarnizioni a permeabilità variabile garantiscono lo scambio di ossigeno ottimale a seconda della tipologia di vino e della durata dell’invecchiamento desiderato.”

Gino SchionaPRATICITA’ E RICICLO. Sul fronte della qualità, oltre a evitare il problema del sentore di tappo, la chiusura a vite assicura livelli standard a parità di vino imbottigliato; per quanto riguarda l’usabilità – oltre alla possibilità di agevolare la ritappatura dopo la prima apertura – la chiusura a vite è particolarmente indicata per le monodosi (in vetro o in Pet) utilizzate soprattutto negli Stati Uniti, per il catering aereo e i consumi on the go. Infine l’aspetto ambientale: “Per le chiusure a vite – ha commentato Bocchio – i produttori hanno la possibilità di rifornirsi da fornitori con stabilimenti dislocati in prossimità delle cantine.” Nel fine vita, poi, le chiusure in alluminio vengono oramai abitualmente conferite in raccolta differenziata. “Questo ha un notevole effetto sull’impatto ambientale – ha precisato Gino Schiona, direttore generale di Cial (Consorzio Imballaggi in Alluminio) – perché il riciclo dell’alluminio permette di risparmiare il 95% dell’energia rispetto alla produzione da minerale, oltre al 90% di emissione serra associata alla produzione di energia da fonti non rinnovabile. L’alluminio è un materiale che deriva da estrazione: più lo ricicliamo più aumenta la sostenibilità, senza differenze a livello di prestazione.”

Autore: Luca Maria De Nardo

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