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Distretti: da produttivi a tecnologici

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Contratti di reteFra 2012 e 2013, in Emilia-Romagna sono state 281 le imprese che hanno costituito 93 reti sviluppando altrettanti progetti di innovazione per l’avanzamento tecnologico di 16 distretti regionali e hanno assunto 297 giovani ricercatori supportati da tutor scientifici e manager dedicati. Per la realizzazione di queste reti e a supporto dell’innovazione organizzativa dei distretti coinvolti, 9 soggetti attuatori hanno pubblicato bandi specifici e organizzato oltre 70 workshop informativi. Sono questi i risultati di “Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici 2″, l’iniziativa finanziata dalla Regione e dal MISE e coordinata da Aster, comunicati lo scorso 31 gennaio in occasione di un convegno, tenutosi a Bologna.

REGIONE DI PUNTA. Con 937 imprese coinvolte nei contratti di rete, l’Emilia-Romagna è al secondo posto in Italia. L’iniziativa “Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici – 2” è stata avviata nel 2011 dalla Regione Emilia-Romagna, con un finanziamento di 12,5 milioni di euro (7,9 milioni di euro contributi regionali e 4,5 milioni del Ministero dello Sviluppo Economico). L’obiettivo è migliorare l’efficienza dei processi innovativi aziendali e promuovere una domanda di ricerca industriale, più qualificata e organizzata, da parte delle PMI verso i laboratori della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. La Regione ha identificato 16 distretti produttivi distintivi di ciascun territorio e ha affidato la gestione dell’iniziativa e l’erogazione dei fondi disponibili a 9 Soggetti Attuatori, scelti fra le strutture di ricerca industriale e/o trasferimento tecnologico accreditate nella Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. Le imprese regionali, dopo aver ricondotto la loro attività a uno dei distretti produttivi identificati, si sono candidate, in risposta a bandi pubblici dedicati, per partecipare a raggruppamenti di impresa con finalità di ricerca. Sulla base della mappa dei distretti sono nate 90 reti di impresa e 3 consorzi che hanno avviato 93 progetti di ricerca su 77 temi di interesse strategico per un totale di 281 imprese coinvolte.

Distretti Emilia RomagnaSETTORI E GEOGRAFIA. Il più rappresentato è quello manifatturiero (80%) specialmente nel segmento della meccanica. Un ruolo rilevante hanno anche le aziende biomedicali/meccanica di precisione (10%). La provincia col maggior numero di imprese coinvolte è Modena che rappresenta il 30% del totale con 85 casi su 281. Segue la provincia di Bologna con il 29% (81 imprese su 281). Terza, con numeri più contenuti è Reggio Emilia (15%, 42 imprese su 281). Al quarto posto per numero di imprese aderenti c’è Ravenna (12%, 34/281), quinta è Forlì-Cesena (11%, 31/281), sesta Rimini (8%, 23/281) e settima Parma (6%, 17/281). Agli ultimi due posti si trovano Piacenza (5%, 14/281) e Ferrara (4%, 11/281). La distribuzione per distretto delle imprese nelle province evidenzia la vocazione storica del territorio verso un determinato ambito di produzione: ad esempio le province di Parma e Piacenza registrano un elevato numero di imprese che partecipano a progetti sul Distretto Agroalimentare, le province di Ravenna e Rimini si concentrano sulla Nautica, quelle di Bologna e Modena sui distretti collegati alla Meccanica.

UNA MAPPA. Durante il convegno,è stata presentata anche la “Mappatura delle imprese aderenti ai distretti tecnologici dell’Emilia-Romagna”: è una ricerca realizzata da Prometeia su dati InfoCamere, promossa da Unioncamere regionale ad integrazione di un percorso intrapreso dal sistema camerale per la promozione dei contratti di rete. Grazie al progetto biennale “crescere e competere con il contratto di rete”, le Camere di Commercio dell’Emilia-Romagna hanno sviluppato un lavoro di assistenza personalizzato che ha portato alla sottoscrizione di 11 contratti di rete, con il coinvolgimento di 42 imprese. L’esperienza intende essere un punto di partenza per la nuova annualità che avrà al centro la figura chiave del temporary network manager.

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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