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Effetto compatibili per caffè in capsule

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Se c’è un mercato che, in pochi anni, da nicchia è diventato un forte generatore di valore è quello delle capsule per il caffè. Nel nuovo rapporto recentemente pubblicato da AMI Consulting in collaborazione con Plastic Technologies, emerge come un settore nato come oligopolio nel giro di pochi anni si sia aperto a numerosi operatori. Tra la metà e la fine degli anni Novanta, Nestlé (con Nespresso) e Keurig Green Mountain (con K-Cups) erano i principali player mondiali, cui si affiancavano solo alcuni sistemi “nostrani” come Lavazza Espresso Point.
Intorno al 2000, quando la popolarità del caffè in capsule è cresciuta, marchi come Dolce Gusto (Nestlé), Tassimo (Kraft, ora Jacobs Douwe Egberts) e A Modo Mio (Lavazza) si sono ricavati nicchie di successo e ad alto margine. Negli anni hanno fatto il loro ingresso sul mercato operatori come Illy (2007) o Starbucks (2012).figure-1
Proprio il 2012 è stato l’anno di svolta, a causa della scadenza dei brevetti di design di Nespresso e Keurig. Il mercato si è aperto alle capsule compatibili, dal prezzo più accessibile e competitivo, con una contestuale riduzione delle barriere economiche all’entrata grazie all’abbassamento dei costi per lo stampaggio e il riempimento. Il mercato è così andato perdendo il suo carattere oligopolistico. Con la disponibilità di capsule anche a basso costo è andata però scadendo l’immagine premium del settore, mentre i malfunzionamenti dovuti all’impiego di compatibili hanno aumentato i costi di manutenzione delle macchine.
Attualmente le capsule compatibili rappresentano il 22% del mercato, mentre il 78% è ancora detenuto da quelle proprietarie. Nespresso è il sistema più venduto al mondo, con un volume di circa 17 miliardi di unità (comprese le capsule compatibili). Interessante notare che sul mercato americano non c’è stato per le capsule Keurig un fenomeno di imitazione paragonabile a quello che ha interessato Nespresso. Attualmente lo sviluppo delle compatibili si sta orientando verso Nescafé Dolce Gusto (altro marchio di Nestlé), la cui penetrazione è al momento bassa, ma destinata a crescere.

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Autore: Elena Consonni

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