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L’EPS amico dell’acqua

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AIPE, l’associazione italiana polistirene espanso, pone il focus sulla Water Footprint dell’EPS, indicandolo come il materiale da imballaggio con minor valore in assoluto.

Analogamente ai consumi energetici e di carbonio, parametri che vengono spesso discussi nel tema della sostenibilità, dovrebbe venire maggiormente preso in considerazione il consumo d’acqua, detto Water Footprint. Questo valore, misurato secondo gli standard dettati dal manuale ‘The Water Footprint Assestment Manual’ e dalla norma UNI EN ISO 14046, prende in considerazione tre fattori: Green Water, rappresentante il volume d’acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale, ovvero il volume d’acqua traspirata dalle piante durante la coltivazione; Blue Water, il volume d’acqua dolce usata che non torna a valle del processo produttivo; e la Grey Water, il volume d’acqua inquinata, misurabile calcolando la quantità d’acqua necessaria per diluire gli agenti inquinanti e riportarne la concentrazione ai livelli naturali.

AIPE ha calcolato per il polistirene espanso una Water Footprint di 6 litri per kg prodotto. Gli altri materiali da imballaggio registrano invece questi valori: PET 7 l/kg, carta riciclata 29 l/kg, alluminio 34 l/kg, schiuma rigida di poliuretano 74 l, kg. Per i materiali cellulosici prodotti con fibre vergini, si registrano invece valori considerevolmente più alti: cartoncino 825 l/kg, legno 923 l/kg, carta 1.092 l/kg.

Autore: Giorgio Sala

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