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Il miglior packaging del vino è…

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foto-18E’ prevista per il  prossimo 14 marzo 2014 la 18° edizione dell’International Packaging Competition di Vinitaly che, insieme alla 21° edizione del Concorso Enologico Internazionale (26-30 marzo), caratterizza l’abituale appuntamento fieristico Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile 2013. I due concorsi contribuiranno alle iniziative di marketing e di comunicazione dei vincitori che potranno così sfruttare i meriti della vittoria immediatamente durante le giornate fieristiche. All’ultima edizione del Concorso Enologico sono stati giudicati circa 3.000 vini provenienti da 22 Paesi. Al lavoro 21 commissioni, per un totale di 105 giudici e 16.000 schede di valutazione, pari a oltre 230.000 giudizi; 18.000 i bicchieri utilizzati. Vino nel flessibleIl Concorso Internazionale Packaging premia il migliore abbigliaggio dei vini, dei distillati provenienti da prodotti vitivinicoli e dei distillati o liquori a base di altra frutta diversa dall’uva, ed è rivolto a quelle aziende che, oltre a produrre bene, si impegnano anche nella caratterizzazione dell’immagine dei propri prodotti. Otto i giudici per questa competizione, scelti tra designer, pubblicitari, enologi e giornalisti di settore. Gli ambiti riconoscimenti del concorso sono: l’Etichetta d’Oro, l’Etichetta d’Argento, l’Etichetta di Bronzo. Foto-22-bisIn palio anche il premio speciale Etichetta dell’Anno e Immagine Coordinata. L’iscrizione ad entrambi i concorsi potrà essere fatta soltanto a partire da gennaio 2014. Purtroppo il ruolo del packaging nel settore vitivinicolo di alta qualità rimane saldamente ancorato a stereotipi quali la bottiglia di vetro di formato e sagome più o meno simili e le etichette semiavvolgenti tutte uguali coordinate nella grafica con quelle delle chiusure. La forma del vino rimane quella, come se un decreto legge internazionale avesse stabilito che la forma del formaggio può e dev’essere soltanto la fetta triangolare a spicchio. E’ proprio questa rigidità culturale di imprese vitivinicole, enologi e distributori che spiega il ruolo assolutamente ininfluente del packaging attuale del vino nel processo di identificazione, promozione all’acquisto e riacquisto dei prodotti e, fattore ancor più importante, nella conoscenza del vino presso il consumatore finale. Si potrà finalmente innovare nei codici di comunicazione, considerato che il vino non ha mai riposato in bottiglie standard se non per meno del 10% nella sua secolare storia? Ai giudici l’ardua sentenza.

Autore: Luca Maria De Nardo

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