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Impatto acciaio: fino a -65%

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Lo scorso 3 novembre, in occasione di Ecomondo a Rimini, il consorzio RICREA ha promosso un convegno dedicato alle tecnologie innovative in grado di migliorare il profilo ambientale degli imballaggi in acciaio in chiave di prevenzione dei rifiuti e di miglioramento della riciclabilità (già elevato in Italia e uno dei migliori in Europa: 74,3% dell’immesso al consumo). Al convegno ha introdotto i lavori Federico Fusari, direttore del Consorzio RICREA; Maria Luisa Venuta (Università del Sacro Cuore di Brescia) ha parlato di acciaio ed economia circolare; Alessandro Corsini, ad del Consorzio RAMET, ha focalizzato il suo intervento sulle case history di 23 aziende metallurgiche che si uniscono spontaneamente al fine di giungere ad una auto riduzione delle emissioni; Angela Montanari, responsabile dipartimento Imballaggi presso SSICA ha discusso di come migliorare la sostenibilità della scatola mediante la riduzione del peso di stagno e l’impiego di saldatura senza riprotezione.

Riciclo acciaio ricreaTra i relatori anche Andrea Meneghini, consulente ambientale Ecamricert (“Definizione di rifiuto, materie recuperate e sottoprodotti secondo il D.lg. 152/2006 e s.m.i., con particolare riferimento ai rottami ferrosi”); Turno Pedrelli – ricercatore SSICA (“Imballaggio metallico: prove di migrazione per l’idoneità al contatto alimentare secondo le normative vigenti”). Grazie all’innovazione delle imprese del settore oggi le prestazioni ambientali dei contenitori metallici possono essere ulteriormente migliorate attraverso l’impiego di bande stagnate con un minore peso di stagno, fino al 65%. Stando ai risultati LCA presentati dalla SSICA, la riduzione di stagno ha un grande impatto sul consumo di risorse: riducendo il coating delle scatole internamente grezze di passata di pomodoro da 500 gr di 2,8 g/m2 si ottiene una riduzione di impatto del 19%, mentre riducendo il coating delle scatole internamente verniciate da 11.2 a 2.8 g/m2, la riduzione di impatto è del 61%. Tutto questo senza ridurre la shelf-life dei prodotti.

Le 23 aziende protagoniste della metallurgia e della siderurgia bresciana del Consorzio RAMET hanno intrapreso volontariamente e in anticipo rispetto alle normative un programma di interventi con l’obiettivo di ridurre le emissioni dei propri impianti a valori di  riferimento più bassi rispetto ai valori imposti dalla legge: le polveri del 50% rispetto al valore limite (da 10 a 5 milligrammi per m³) e i microinquinanti organici dell’80% rispetto al valore limite (da 0,5 a 0,1 nanogrammi per m³).

Autore: Luca Maria De Nardo

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