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Impianti AMUT per l’Ecoallene

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A settembre 2018 sarà attivo il primo stabilimento al mondo che riciclerà il POAL, ovvero la frazione di poliaccoppiato polietilene + alluminio ricavata dal cartoncino per contenitori di bevande da cui verrà prodotto l’Ecoallene. E’ un materiale da riciclo, un brevetto italiano di cui la ditta Ecoplasteam ha lo sfruttamento delle licenze, che ha come principale caratteristica quella di essere riciclabile all’infinito, oltre ad essere colorabile e presentare un effetto “glitter” naturale proprio perché contiene particelle di alluminio. I principali settori di applicazione sono: automotive, edilizia, regalistica e strumenti utensili generici.

AMUT (sito ufficiale), che a partire dagli anni ’80 si dedica alla progettazione e realizzazione di tecnologie di lavorazione e di recupero delle materie termoplastiche, ha interamente sviluppato questo progetto futuristico insieme alla start-up italiana Ecoplasteam (sito ufficiale), permettendole così di rigenerare 7 mila tonnellate di scarti derivanti dallo smaltimento di questi imballi ed in particolare della parte poliaccoppiata (attualmente si riesce a recuperare solo la cellulosa).

AMUT ha sviluppato la tecnologia di trattamento e lavaggio del POAL, così come la linea di estrusione per la produzione del materiale finale in granuli. Le due aziende sono quindi riuscite a risolvere congiuntamente il complesso problema di smaltire la gran parte degli scarti di questo materiale, processo che ha sempre creato criticità nel recupero. Grazie al nuovo impianto AMUT, ora anche questa frazione di materiale, ad oggi inutilizzata, potrà essere inviata nello stabilimento Ecoplasteam, dove verrà opportunamente recuperata per produrre l’Ecoallene.

TurboWasherFunzionamento dell’impianto

Il materiale in ingresso all’impianto proviene dunque dalla cartiera dopo aver subito il processo di recupero della cellulosa dei cartoni per bevande e si presenta sotto forma di balle. Il materiale viene così trattato e lavorato con fasi progressive e “lavato” con una serie di macchinari che hanno il compito di ridurre l’eventuale presenza di fibre cartacee. Una volta preparato il materiale, opportunamente miscelato da un sistema di dosaggio gravimetrico, viene filtrato, granulato dall’unità di estrusione ed insaccato. L’Ecoallene diventa così una materia prima che viene estrusa o stampata per iniezione come un normale polimero. Può essere colorata ed additivata per una molteplicità di utilizzi.

Autore: Elsa Riva

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