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Intesa italo-tedesca sul food & tech

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La qualità delle materie prime e l’elevata affidabilità nel campo della meccanica industriale, che emerge in particolare nel settore alimentare, sono i punti di forza da sfruttare, da parte delle aziende italiane, nel processo di acquisizione di quote sempre più rilevanti nei mercati emergenti. La partnership tra Koelnmesse e Fiere di Parma può rappresentare un’ulteriore spinta a questo processo. I dati a sostegno di questa affermazione sono stati presentati in occasione di un convegno organizzato a Cibus Tec da Fiere di Colonia “FoodTec Fairs worldwide. Da Anuga FoodTec a Cibus Tec: un programma di rassegne nei mercati mondiali”, in cui erano presenti Thomas Rosolia, Amministratore Delegato di Koelnmesse Italia,  Matthia Schlüter, Project Manager Anuga FoodTec e Guido Hentschke, Project Manager ProFood Tech. E’ KPE-Koeln Parma Exhibitions la società paritetca di cooperazione, mentre Cibus Tec il suo braccio operativo. Al convegno sono state illustrate alcune prospettive.

food-in-usaIl mercato americano: gli Stati Uniti nel 2016 risultano al primo posto in assoluto nella classifica dei Paesi con maggiore appeal per gli investimenti stranieri. Con 78 miliardi di dollari, il settore Food ha visto più che raddoppiati gli investimenti negli ultimi sei anni (erano 34 miliardi nel 2010). Durante i lavori del SelectUsa Investment Summit 2016, le imprese italiane hanno annunciato nuovi progetti di investimenti nel mercato statunitense. Tra i comparti più interessati, l’industria meccanica – che già lo scorso anno esprimeva il 24% delle esportazioni dal nostro Paese – e dei prodotti di consumo: olio d’oliva, pasta, formaggi e vino nel 2014 avevano generato un volume d’affari superiore ai 2,6 miliardi di dollari.

mercato-food-in-indiaIl mercato indiano. Tra gli altri mercati promettenti spicca l’India, al nono posto nella classifica in termini di capacità attrattiva  di investimenti stranieri. Il food processing è tra i 25 settori interessati dal progetto “Make in India”, lanciato due anni fa dal Department of Industrial, Policy and Promotion indiano con l’obiettivo di innalzare il contributo del settore manifatturiero al GDP dall’attuale 16% al 25% nel 2025. Attualmente sono oltre 400 le entità legali e gli stabilimenti italiani che operano in India, sotto diverse forme principali: sussidiarie possedute al 100%, joint ventures o uffici commerciali di rappresentanza. Nel 2012 le aziende italiane hanno investito in India oltre 1 miliardo di euro. L’India e gli Stati Uniti sono due dei Paesi in cui l’ente fieristico tedesco organizza incontri – 20 in tutto – per promuvere gli investimenti esteri.

Autore: Elena Consonni

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