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La porosità del cartone aumenta la shelf life

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BESTACK cartone“Imballaggi & Shelf Life: Implicazioni Microbiologiche e Ripercussioni Economiche per l’ortofrutta” è il titolo dello studio realizzato da un’équipe dell’Università di Bologna coordinata dalla professoressa Rosalba Lanciotti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari di Cesena per confrontare l’effetto che hanno sulla shelf life delle pesche gli imballaggi in cartone ondulato monouso certificati Bestack rispetto alle cassette di plastica a sponde abbattibili. La ricerca ha previsto condizioni iniziali di igiene identiche per il cartone monouso certificato Bestack e le plastiche riutilizzabili, per poi inoculare in entrambi gli imballaggi la medesima quantità di microrganismi degradativi, questo per valutare l’effetto di imballaggi diversi a parità di contaminazione sul prodotto contenuto. Il piano sperimentale ha previsto diversi casi di temperatura di conservazione lungo la supply chain, di numero di lesioni e di ore di commercializzazione e ha misurato il tempo che impiegavano le pesche confezionate per raggiungere livelli di contaminazione batterica che non consentivano più di commercializzare il prodotto. Tra i tanti casi analizzati – considerando condizioni più favorevoli rispetto a quelle che quotidianamente riscontiamo nei supermercati – la ricerca dimostra che le pesche confezionate nel cartone ondulato hanno una shelf life superiore del 20% rispetto a quelle imballate in plastica riutilizzabile a sponde abbattibili: il che si traduce in un giorno in più a disposizione del consumatore per consumare il prodotto. E in casi di mantenimento non ottimale della catena del freddo (e quindi a temperature più elevate), il dato raddoppia, con una differenza tra le due tipologie di imballaggio superiore ai due giorni. Una delle motivazioni risiede nelle caratteristiche diverse dei materiali: il cartone ondulato certificato Bestack è per sua natura poroso, ed è in grado quindi di intrappolare i microrganismi degradativi. La plastica invece è un materiale più scivoloso, tale da favorire una migrazione maggiore di microrganismi verso frutta e verdura contenute, dove si trova un substrato preferibile da colonizzare.

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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