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Lucart a Ecomondo

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Tommaso De Luca di Lucart Group (sito ufficiale) illustra il percorso fatto nel corso del ultimi 10 anni dal progetto di economia circolare legato al riciclo degli imballaggi cellulosici.

Quale vantaggio diretto o indiretto ritiene che le vostre tecnologie porteranno alla filiera del packaging? Abbiamo sempre riciclato carte che vengono anche dal mondo dell’imballaggio. Storicamente riciclavamo però carte preconsumo, cioè sfridi dell’editoria e dell’imballaggio, non cartone perché i nostri prodotti sono di uso igienico-sanitario e in generale più sottili. Negli ultimi anni tramite ci siamo aperti al progetto di riciclo dei cartoni Tetra Pak verso il mondo del post consumo, in questo caso alimentare e già utilizzato. Se guardiamo i quantitativi possibili ma anche reali dei cartoni per bevande, i vantaggi per l’ambiente e il mondo dell’imballaggio sono notevoli: infatti utilizziamo un packaging che fino ai primi del 2000 veniva considerato non riciclabile, o solo in parte; oggi invece Lucart ne ricicla tutte le componenti, evitando che venga inviato in discarica o in termovalorizzatori o addirittura ‘evitato’ a favore di imballaggi concorrenti in altri materiali. Risolvendo il problema a valle proteggiamo il valore dell’imballaggio a monte della filiera.

In cosa consiste il progetto di riciclo dei cartoni per bevande? Abbiamo innanzitutto verificato che erano disponibili grandi quantitativi di questo materiale, soprattutto all’estero; poi è stata fatta ricerca e sviluppo per inserirlo nel processo produttivo del tissue. Con Tetra Pak Italia abbiamo sviluppato una tecnologia installata nel nostro stabilimento di Decimo in Toscana e di Laval in Francia che ci ha consentito di separare la parte di fibra di cellulosa contenuta nei cartoni per bevande, cioè il 74% del contenuto dei cartoni. Al tempo stesso abbiamo studiato come valorizzare anche le altre frazioni non cellulosiche: polietilene (22%) e alluminio (4%).

lucart-eco-natural.pngQuali ostacoli tecnici avete affrontato? Per noi il processo di riciclo era abbastanza semplice per quanto riguarda la frazione cellulosica, poiché siamo abituati da tempo a produrre carte da riciclo e di alta qualità, come nel caso di questo progetto: così è nata la carta Fiberpack per uso igienico-sanitario in prodotti destinati sia la canale della GDO che a quello professionale. Invece per le frazioni in plastica e alluminio siamo riusciti a realizzare un granulo battezzato ALPE-Alluminio e Polietilene con il quale facciamo produrre esternamente il pallet che trasporta le nostre merci e il dispenser con il quale distribuiamo l’asciugamano o la carta igienica o i tovaglioli nei ristoranti o nei bagni.

In che senso si può parlare di economia circolare in questo progetto? L’utente finale dispone di un prodotto realizzato e distribuito grazie al riciclo dei cartoni per bevande. Così abbiamo chiuso il cerchio con un esempio di economia circolare. Non è un’operazione immediata: cambia la filiera, cambiano gli stakeholder, la complessità aumenta. Si è attivata con Tetra Pak una collaborazione sia tecnica sia di comunicazione e design. Il progetto ha già superato i 10 anni ed è il set di prodotti ottenuti stato adottato anche negli stabilimenti di Tetra Pak: non è più un progetto pilota ma industriale.  Ad oggi i volumi escono al 50% dallo stabilimento italiano e da quello francese, mentre la proporzione è differente se guardiamo all’origine della materia prima di riciclo: i paesi europei sono più virtuosi nell’intercettare i cartoni per bevande dagli RSU perché i sistemi di raccolta sono più omogenei e meno frazionati.

Crescerà la quota di riciclo italiana? Non è facile aumentare l’apporto dalle raccolte differenziate italiane anche per la tipologia di impianti di selezione. Infine, si consideri che quanto a raccolte l’Italia è un paese a due velocità fra centro nord e centro sud. Di recente notiamo un aggiornamento degli impianti ed una crescita delle raccolte al sud che fa ben sperare circa l’aumento dell’apporto nazionale di riciclato. Il sud è avvantaggiato nella valorizzazione delle frazioni da riciclare in quanto adotta tecnologie e impianti più evoluti rispetto a quelli in parte datati delle regioni settentrionali.

Oltre ai risultati di vendita e di benefici ambientali, quali altri obiettivi ha raggiunto il progetto? Il progetto ha già vinto quattro premi importanti anche a livello europeo: quest’anno abbiamo vinto l’Ecolabel, un premio particolare in quanto era l’edizione del 25° del marchio europeo di qualità ambientale: in Italia abbiamo il certificato n. 001, siamo stati i primi.  Un altro premio recente è stato l’European Paper Recycling Award istituito dall’European Paper Council e dedicato proprio alle aziende che riciclano carta per i progetti più importanti e innovativi. Il terzo è stato quello di Sodalitas Social Award.

Autore: Luca Maria De Nardo

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