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Macchine per il legno: l’eccellenza italiana

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Secondo la consueta analisi del centro studi Acimall, associazione che riunisce i produttori di sistemi automatici per la lavorazione del legno, cinque dei principali competitor – nell’ordine Germania, Italia, Cina, Taiwan e Austria – hanno registrato un andamento positivo delle esportazioni. Solo gli Stati Uniti chiudono il 2014 con un segno negativo, un meno 0,7 per cento che però è da leggere come segnale di una sostanziale stabilità e di una maggiore attenzione verso il mercato interno, che nell’ultimo biennio si è dimostrato il più dinamico a livello internazionale. Al primo posto della classifica dei più forti esportatori mondiali si conferma ancora una volta la Germania: al più 0,44% del periodo gennaio-giugno si sostituisce infatti un ben più robusto più 2,3% rispetto al 2013, grazie a un valore delle esportazioni che si è avvicinato a 1,8 miliardi di euro. L’Italia mantiene un’ottima posizione: le esportazioni raggiungono i 1.169,8 milioni di euro, pari a un +5,3% rispetto al 2013. Il dato su base annua purtroppo non è in linea con +7% registrato nei primi sei mesi del 2014. Al terzo posto per valore la Cina, con 964 milioni di euro di esportazioni, con una crescita del 22% rispetto al 2013. Per le tecnologie cinesi il secondo semestre 2014 è stato migliore del primo: nel periodo gennaio-giugno, infatti, il valore delle esportazioni si era fermato a 376 milioni di euro, il 13,6% in più rispetto ai primi sei mesi del 2013. Il suo tasso di crescita, doppio di quello italiano, è oggi quadruplo. In valori assoluti la distanza si è ridotta a poco più di 200 milioni (1.169 milioni contro 964). Ma al “made in Italy” rimane la consolazione di una crescita dell’export nel 2014 che è comunque doppia rispetto a quella registrata dai colleghi tedeschi. Taiwan, quarta in classifica con 517 milioni di euro in valore, segna un buon 13,5% di crescita rispetto all’export 2013; al quinto posto l’Austria, che sfiora i 400 milioni (più 11,9% rispetto all’anno precedente). Gli Stati Uniti chiudono la nostra classifica, fermandosi a un valore delle esportazioni pari a 281,7 milioni di euro, unico competitor che perde terreno rispetto al 2013. In termini più generali c’è dunque da constatare che lo stato di salute della trasformazione del legno e dei suoi derivati pare non destare preoccupazioni a livello mondiale, con una crescita generalizzata delle esportazioni che – pur con tutte le precauzioni del caso – indica una domanda mondiale in costante crescita.

LE IMPORTAZIONI

L’Ufficio studi di Acimall pubblica semestralmente un elenco dei primi cinquanta Paesi di destinazione, elaborata sulla base dei dati Onu (www.intracen.org). Dando una rapida scorsa al documento emerge che gli Stati Uniti sono il primo mercato mondiale: nel 2014 hanno acquistato tecnologie per il legno dall’estero per poco meno di un miliardo di euro (987,6 milioni), con una variazione del 18,1% in più rispetto al 2013. Al secondo posto un’altra conferma, ovvero la Russia che, nonostante le mille difficoltà economico-politiche che conosciamo, chiude il 2014 con un più 4,5%, grazie a importazioni pari a 554,3 milioni di euro. La Germania rimane il terzo più forte “Paese consumatore” (401,3 milioni, più 5,8%), seguita dalla Cina (331,6 milioni di euro) le cui importazioni perdono il 6,2% rispetto al 2013. Leggera flessione (-0,14%) per il Canada che compera tecnologie straniere per 249,7 milioni di euro. Cresce la Francia (247 milioni, +9,1%) e ancora di più la Bielorussia, che mette a segno un eclatante più 143,2%, con un valore pari a poco meno di 221 milioni di euro. Seguono, nell’ordine per valore, Regno Unito, Polonia, Austria, Malesia, Turchia, Svizzera e – al quattordicesimo posto – l’Italia, con un import pari a 123,6 milioni di euro, il 13,2% in meno rispetto al 2013. Consolidato il fatto che si tratti per la maggior parte di soluzioni tedesche o cinesi, le prime indirizzate verso la fascia medio-alta del mercato, le seconde più sul versante delle “facilities”, delle macchine a minore contenuto tecnologico. (testi tratti da c.s.di ufficio stampa Acimall)

Autore: Luca Maria De Nardo

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