Home » Imprese & Mercati » Marchesini ospita l’opera futuristica ZED

Marchesini ospita l’opera futuristica ZED

0
0

0
0
0

ZED, istallazione multisensoriale e futuristica dell’artista Julia von Stietencron, è stata inaugurata presso la sede di Marchesini Group, dove sarà visitabile al pubblico i prossimi 16 e 17 settembre, in occasione dello SpostaMenti Festival  (15-17 settembre) di Pianoro.

Ideato per colpire occhi e cuore, il progetto ZED, realizzato insieme a VID art/science, è una straordinaria fusione tra arte e scienza, in grado di rappresentare lo stato d’animo umano e di generare uno stato di benessere individuale e collettivo.

ZED ha colpito anche il cuore di Valentina Marchesini: “Mi sono innamorata dell’idea di portare quest’opera artistica in azienda, un luogo apparentemente non deputato alla cultura, ma che in realtà ha un grande potenziale perché è una straordinaria comunità di persone”.

IMG_1048Un concentrato di arte, scienza e tecnologia. Proprio il cuore umano – l’unico organo con attività vibrazionali modellate da ritmi meccanici, elettrici e molecolari – è il motore di questa istallazione, che visualizza,  grazie a particolari sensori, la mutevolezza del ritmo cardiaco attraverso una trasfigurazione cromatica, facendo vivere allo spettatore un’esperienza sensoriale unica.

Elemento fondamentale, capace di generare emozioni e reazioni,  è il suono: passando da rappresentazioni distorte e stressanti ad acustiche armoniche e meditative si aiuta lo spettatore a ottimizzare il proprio ritmo cardiaco raggiungendo uno stato di coerenza.

Ciò che viene misurato è la variazione della frequenza cardiaca attraverso l’indice HRV (Heart Rate Variability), che in una persona in buona salute è alto, mentre in un soggetto stressato e affaticato risulta basso e squilibrato.

In occasione dell’inaugurazione dell’opera, il biologo molecolare Carlo Ventura, l’ingegnere elettronico Marco Tausel e il fisico David Muehsam hanno spiegato, insieme all’artista, come il suono è in grado di influenzare le dinamiche più profonde della biologia umana e come l’arte possa interagire con queste nuove frontiere della ricerca.

Autore: Nicoletta Buora

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Articoli simili

Login

Lost your password?
ISCRIVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Sarai sempre aggiornato sulle novità e gli eventi di Packaging Observer