Home » Imprese & Mercati » Carta e Cartone » Il cartone ondulato contro l’onda lunga dei RPC

Il cartone ondulato contro l’onda lunga dei RPC

0
0

0
0
0

“L’industria degli imballaggi alternativi al cartone ondulato in Europa è molto forte, è organizzata e coordinata, mentre l’industria del cartone ondulato molto più frammentata. Come produttori di cartone ondulato però abbiamo soluzioni più in linea con le priorità politiche europee, ma non è semplice condividere prestazioni e valori sia con il legislatore, sia con i nostri clienti, distributori in primis”. Così ha fotografato la situazione del packaging secondario in Europa Michael Cronin, chairman del neonato comitato Market and Environment in occasione del secondo summit continentale di FEFCO, la Federazione europea dell’industria del cartone ondulato – tenutosi a Vienna dal 18 al 20 aprile scorso. Da questo obiettivo, dunque, lo strumento: “working together”. Lavorare insieme come priorità assoluta del settore è stato uno dei messaggi più volte sottolineati all’incontro. La sfida. E’ riacquistare terreno e mercato e far fronte alla concorrenza aggressiva dell’RPC (Reusable Plastic Containers). I dati preoccupano: secondo proiezioni al 2015, mostrate durante l’incontro viennese, si prevede una continua crescita nell’utilizzo di RPC, crescita che significherebbe la perdita di un miliardo di scatole per il settore del cartone ondulato.

I problemi. Peter Oswald, ceo della divisione europea e internazionale presso Mondi, nella sua presentazione ha riassunto in tre domande le preoccupazioni del settore europeo: ci sarà di nuovo crescita degna di nota nella produzione? L’industria sarà nuovamente in grado di generare rendite soddisfacenti? E se sì, come? Dati e previsioni. È difficile prevedere il futuro e individuare soluzioni per uscire dalla situazione quasi stagnante. Dal 2008 i volumi di produzione si sono decisamente ridotti. Il mercato del cartone ondulato in Europa cresce solo grazie all’Europa orientale (inclusa la Turchia); gli imballaggi alternativi acquistano terreno sul mercato; l’Europa sta subendo un processo di de-industrializzazione, per cui la produzione di beni – e quindi di imballaggi – si sposta altrove, Cina in primis; il costo della materia prima – sia vergine sia riciclata – ha andamenti da montagne russe. La sostenibilità ambientale. Il cartone ondulato ha molti vantaggi da offrire: è rinnovabile (deriva da biomassa rinnovabile) e non è riciclabile: è riciclato, un obiettivo raggiunto concreto che deve pesare su scenari, teorie e programmi della politica comunitaria. Proprio queste sono le caratteristiche a cui l’associazione europea FEFCO vuole puntare nel suo lavoro di lobby e rappresentanza a Bruxelles. Il messaggio è semplice: il cartone ondulato è per la logistica moderna una risposta sostenibile, economica, rinnovabile. Basta questo per rilanciare il settore? “No, oggi il packaigng non è più solo questione di mercato, ma di contesto legislativo”, ha dichiarato Marco Mensink – CEPI, Confederation of European Paper Industries. La sostenibilità economica. Per rilanciare il settore non basta più investire in nuove tecnologie, ma un piano semplice articolato in pochi punti: 1) unica voce a livello europeo 2) condivisione di obiettivi e prestazioni lungo tutta la catena, dal produttore, al legislatore e al cliente 3) soluzioni tecniche differenzianti e uniche (es: imballaggi strettamente legati allo scopo per cui son richiesti o sistemi dedicati al cliente) 4) costruzione di un dialogo con la distribuzione e il consumatore finale. Si tratta di aspetti d’interesse non solo per i produttori di cartone, ma anche dei loro clienti diretti: l’industria di marca. A Vienna, il punto di vista di Procter & Gamble: il 25% dei suoi costi per gli imballaggi è riferito a soluzioni cellulosiche. “Uno dei problemi fondamentali nella scelta di imballaggi di carta/cartone è la grande volatilità dei prezzi, questo è il fattore principale che crea scontento, soprattutto se come noi il costo annuo medio si aggira sui 1,5 miliardi di dollari” ha dichiarato Farquhar Ogilvie, Global Packaging Purchases di P&G.

APPROFONDIMENTI. Il summit, alla sua seconda edizione, ha coinvolto 300 operatori della filiera su 15 argomenti di attualità, offrendo anche l’occasione per tre visite guidate ad altrettanti centri logistici nei dintorni di Vienna. Dettagli all’indirizzo www.fefco.org Sul prossimo numero di COM.PACK, il nostro bimestrale di approfondimento sui temi della sostenibilità, interviste esclusive a Victor D. Suárez, fondatore di Neo-no-how.com e già capo RDI presso Wal-Mart; Zhang Yaoquan, vice-presidente di China Packaging Federation e presidente del settore Cartone Ondulato.

Autore: Luca Maria De Nardo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Articoli simili

Login

Lost your password?
ISCRIVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Sarai sempre aggiornato sulle novità e gli eventi di Packaging Observer