Packaging e tipico: le tegole Valdostane | Packaging Observer - Packaging News
Home » Design » Packaging e tipico: le tegole Valdostane

Packaging e tipico: le tegole Valdostane

2
0

1
0
0

La storia delle tegole valdostane, i biscotti ultrasottili a base di nocciole, zucchero e uova che ricordano le tegole di ardesia delle tipiche case alpine, è la classica storia di una ricetta alimentare italiana nata dal recupero, come tantissimi piatti del nostro paese. E in un’epoca di caccia allo spreco, di valorizzazione degli scarti, di economia circolare è forse il caso che anche il packaging di questi prodotti parli di riciclo, recupero e riduzione dei rifiuti?

Giuseppe Giorgi, 37 anni, studi in economia e gestione aziendale, da pochi anni ha preso le redini della piccola azienda paterna Tegoleria Artigianale Valdostana (sito ufficiale). “Padre e zio avevano una pasticceria in centro ad Aosta – racconta – un giorno si accorsero che il mercato richiedeva un prodotto particolare, specialmente per i periodi di alta stagione, come agosto e dicembre.”

tegole ValdostaneIl prodotto era la tegola, un biscotto tipico locale che è stato importato più o meno negli anni ’30 in Valle d’Aosta da due oriundi che erano andati a lavorare come operai in un’azienda alimentare in Bretagna e avevano copiato la ricetta che usavano i pasticceri francesi.

“Era una ricetta economica che permetteva di recuperare un po’ di scarto di pasticceria e che dava un risultato ottimo: biscotti sottili, croccanti ed economici. Si chiamavano già “tuiles”, tegole in francese, perché venivano piegate e assumevano la forma arcuata delle tegole di terracotta. All’inizio anche in Valle d’Aosta si presentavano così, ma per motivi di confezionamento abbiamo iniziato a produrle piatte. Il fatto che le lose in pietra dei tetti valdostani abbiano anche loro quella particolare forma piatta e arrotondata, ha contribuito a far immaginare al turista questo biscotto come una rivisitazione pasticcera dell’architettura locale.”

tegole ValdostaneNegli anni è diventa un biglietto da visita della regione ed ha assunto la connotazione del souvenir, del prodotto tipico da acquistare e portare via, ma anche la bontà del prodotto ha contribuito al successo. Il mercato lo richiedeva sempre più spesso, ma in periodi di alta stagione non si riusciva a soddisfare le richieste perché il prodotto finiva troppo presto.

“Va considerato che l’attività di pasticceria ha come priorità la produzione fissa giornaliera: la pasticceria fresca, i croissant, le torte per compleanni, i pasticcini. Invece, di tegole puoi farne solo un certo quantitativo e non puoi aumentare la produzione in un laboratorio piccolo di pasticceria, solo perché il mercato lo chiede.”

La produzione di tegole era un problema per parecchie pasticcerie, e il merito dei fratelli Giorgi è stato quello di aver avuto per primi l’idea di produrre e confezionare il prodotto in un laboratorio dedicato per poter fornire prima la pasticceria di famiglia, poi alcuni colleghi e alcune panetterie. Il packaging ha permesso di conservarle all’inizio tre mesi, poi nove, di anticipare la produzione nei periodi morti, a giugno e luglio, e di portare le tegole già confezionate direttamente in pasticceria; ha permesso da una parte di ridurre il sovraccarico di produzione nei laboratori, dall’altra di decongestionare le code che si venivano a creare al momento dell’acquisto e nei periodi di alta stagionalità.

tegole Valdostane

L’ultima versione delle Tegole, ricoperte al cioccolato: il flowpack con vaschetta e cartoncino è essenziale per la conservazione (tutte le foto sono di Roberto Roux)

“Inoltre – spiega Giuseppe Giorgi – passare dal prodotto sfuso a quello confezionato ha significato poter comodamente soddisfare le richieste di pesature differenti, dai 50 grammi, ai 200 grammi, fino al mezzo chilo e ridurre al minimo la quantità di biscotti rotti dovuti alla loro estrema fragilità. Infine, la produzione di un solo prodotto ha creato economie di scala, al kg la tegola costava meno, e ciò ha invogliato alcune pasticcerie della Valle e altri negozi di prodotti tipici a comprarle dai Giorgi”.

L’utilizzo del packaging, dai caratteristici colori valdostani, ha permesso di fornire le tegole anche ai negozi che non erano pasticcerie, e le ha rese quasi un souvenir da comprare e portare agli amici. Le prime confezioni erano richieste dalle enoteche, poi dai negozi di liquori, di souvenir turistici e poi anche dai supermercati, da Carrefour ad Autogrill in Valle: questa domanda ha aperto le porte ad altri punti di vendita delle due catene (oggi le tegole della Tegoleria Artigianale Valdostana sono nella selezione Terre d’Italia).

tegole ValdostaneIl passo successivo è stato l’ampliamento dell’offerta: “Quando trovi un cliente nuovo fuori dalla Valle d’Aosta – spiega Giorgi – c’è la necessità di creare una gamma di prodotti per diversificare e formare un ordine interessante: un conto è comprare solo due cartoni di tegole, un altro è aggiungerne uno di baci di dama, uno di un’altra tipologia di biscotti. Quindi, abbiamo ampliato la gamma con prodotti tipici non solo della nostra regione ma anche del Piemonte, con baci di dama e paste di meliga.” Va tenuto presente che la pasticceria piemontese ha influenzato molto quella Valdostana e questi due prodotti sono da sempre stati realizzati nei laboratori delle pasticcerie valdostane. In seguito, si sono aggiunti i torcetti, i biscotti di castagne ed altri tipi.

tegole Valdostane“Punto di svolta è stato l’adozione del flowpack nel lontano 2002, dieci anni dopo l’inizio della produzione separata nella nuova azienda – sottolinea Giorgi – L’adozione del flowpack ci ha permesso di triplicare la shelf life e ridurre i biscotti danneggiati; poi, la nocciola è un prodotto molto delicato, e variazioni di temperatura oppure conservazioni errate provocano la formazione di olio di nocciole che rischia di far irrancidire il prodotto. Inoltre, il flowpack ha permesso di arrivare in grande distribuzione.” Il futuro passerà ancora dal packaging: imminente una crescita dell’azienda, un aumento della produzione, e l’inevitabile evoluzione delle macchine automatiche e di materiali innovativi capaci di far attraversare alle tegole anche, perché no? l’oceano.

 

 

Autore: Luca Maria De Nardo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Login

Lost your password?