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Plastic accounts for more than 87% of the items

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MIO-ECSDE: winter 2015 results of a transborder marine macrolitter survey in the Adriatic and the Ionian Sea. Due to the basin shape and the high demographic pressure of the surrounding countries, the Adriatic Sea can be considered at risk for the amount of marine litter that enters the marine waters both from land and sea activities. For this reason, and within the framework of the IPA Adriatic funded DeFishGear project, MIO-ECSDE and the Accademia del Leviatano have undertaken a year-long monitoring action on the abundance, composition and distribution of marine macrolitter (items greater than 20cm) that floats in high sea waters between the Adriatic and the Ionian sea. According to Dr. Thomais Vlachogianni, MIO-ECSDE Programme Officer, “the project will set up an important baseline on the quantity of macrolitter present in the Adriatic. Systematic monitoring in the coming years will allow to assess whether the programmes of measures undertaken by the Adriatic countries will be successful in reducing waste ending up in the sea”.

acquario di cattolica

Questa e le immagini seguenti vengono dall’Acquario di Cattolica (RN).

Macrolitter can fragment into smaller parts, becoming microlitter, which can be ingested by a large variety of organisms, with potential adverse effects that vary from physical damage of their digestive tract to toxic effects from inherent contaminants leaching from microplastics, or extraneous pollutants adhered to microplastics. Macrolitter can impact marine life, including cetacean and turtles as these animals can be entangled or can ingest floating plastic. Dr. Luca Marini, one of the researchers involved in the project, declares how “the conjunct monitoring of floating plastic and marine life distribution can help in identifying areas were the impact could be higher; marine turtles and cetaceans present in the region are all protected under the Habitats Directive and it is important to report not only on the range and the population but also on possible threats”.

Acquario di cattolica 3Monitoring was done from ferries allowing the researchers to repeatedly sample high sea areas, which are usually difficult to reach with smaller vessels. The litter monitoring protocol from ferries has been specifically developed by an international network that monitors in the Mediterranean Sea cetaceans and their associated threats (FLT Med Monitoring Network), while the litter items categories have been recorded in accordance with the DeFishGear floating litter monitoring protocol.

acquario di cattolica 2Winter results, based on more than 2.800 km of survey tracks, showed that in the investigated area the number of floating items per square Km is 3.8 in the Adriatic Sea and 2.5 in the Ionian Sea. Plastic accounts for more than 87% of the items. The most common litter categories detected are plastic bags, bottles and polystyrene boxes, the latter ones presumably coming from fishing boats; also ghost nets, like net and lines, were recorded several times. The research is still undergoing and summer surveys will allow assessing whether during the touristic peak season litter abundance increases. For further information: http://mio-ecsde.org/

Monitoraggio invernale sul macrolitter in Adriatico: i risultati.

categorie litter inverno itMIO-ECSDE presenta i primi risultati relativi al monitoraggio transfrontaliero 2015 sui rifiuti galleggianti nel Mar Adriatico e Mar Ionio. A causa della forma del bacino e l’elevata pressione demografica dei paesi circostanti, il Mar Adriatico è considerato a rischio per la quantità di rifiuti marini che entra nelle sue acque sia da terra che da attività svolte in mare. Per questo motivo, MIO-ECSDE e Accademia del Leviatano, hanno avviato un monitoraggio della durata di una anno sull’abbondanza, composizione e distribuzione del macrolitter (oggetti superiori a 20 cm) che galleggia al largo tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio. Il tutto sarà finanziato dal progetto DeFishGear che si trova all’interno del programma di ricerca europeo IPA_Adriatic. Secondo il Dottor Thomas Vlachogianni, responsabile del programma MIO-ECSDE, “il progetto fornirà un riferimento importante sulla quantità di macrolitter presente in Adriatico. Il monitoraggio sistematico nei prossimi anni consentirà di valutare se i programmi di misure intraprese dai paesi dell’Adriatico avranno successo nel ridurre i rifiuti che finiscono a mare”. Il macrolitter può frammentarsi in parti più piccole, diventando microlitter, e può essere ingerito da una grande varietà di organismi, con potenziali effetti negativi che possono variare da danni fisici al loro apparato digerente a effetti tossici dovuti a lisciviazione o a inquinanti esterni che aderiscono alle microplastiche. Il macrolitter può avere un effetto sulla vita marina, tra cui cetacei e tartarughe marine in quanto questi animali possono rimanere impigliati o ingerire la plastica galleggiante.

Il dottor Luca Marini, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, ha dichiarato che “il monitoraggio congiunto sulla distribuzione di plastiche galleggianti e specie marine può aiutare a identificare aree dove l’impatto potrebbe essere più alto. Le tartarughe marine e i cetacei presenti nella regione sono protetti dalla Direttiva Habitat ed è per questo che oltre al loro habitat e alla stima di popolazione è importante sapere quali sono le possibili minacce.” Il monitoraggio è stato eseguito da traghetti che permettono ai ricercatori di monitorare in aree di alto mare, solitamente difficile da raggiungere con animali natanti da ricerca. Il protocollo di monitoraggio del litter da traghetti è stato specificamente sviluppato da un network internazionale che monitora cetacei in associazione alle loro minacce nel Mar Mediterraneo (FLT Med Monitoring Network), mentre le categorie degli oggetti del litter sono state concordate in base al protocollo di monitoraggio sul litter con DeFishGear. I risultati invernali basati su 2.800 km tracciati, mostrano che nell’area investigata il numero di oggetti galleggianti per kmq è di 3,8 nel Mar Adriatico e 2,5 nel Mar Ionio. L’87% degli oggetti resocontati è costituito da plastica. Le categorie più comuni di litter sono buste di plastica, bottiglie e cassette di polistirolo, quest’ultime, presumibilmente provenienti da imbarcazioni da pesca. Inoltre, reti fantasma e lenze sono state avvistate più volte.

Autore: Luca Maria De Nardo

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