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Proposte di economia circolare

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L’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi ANCV sostiene il progetto normativo e politico sull’economia circolare Make Resources Count lanciato nelle scorse settimane dall’European Environmental Bureau; ‘Far sì che le risorse contino’ significa maggiore attenzione al contenuto in materie prime dei manufatti ed evitare il più possibile soluzioni basate sull’incenerimento (o termovalorizzazione), sul riciclo e men che meno sull’interramento controllato. In sostanza, il progetto punta ad interpretare la sostenibilità come la preferenza alla durabilità prolungata, al riuso, alla riparazione ed al riciclo più evoluto del semplice riciclo dei materiali ‘secondari’. A tal proposito Silvia Ricci, segretaria dell’ANCV, in un’intervista apparsa sul quotidiano La Stampa, spiega che, per esempio nel campo degli imballaggi, i Comuni ricevono meno del 40% dei costi che devono sostenere per la loro gestione, e che il rimanente deve essere coperto con risorse finanziarie proprie, (sempre più scarse) con effetti sulle bollette che i cittadini pagano per i rifiuti. I materiali frutto delle raccolte differenziate operate dai Comuni non generano ulteriori proventi economici, una volte consegnate alle piattaforme di raccolta come avviene negli altri paesi europei. Inoltre spesso il differenziato non trova sbocchi di mercato a causa della sua cattiva qualità e per l’alta presenza di imballaggi non progettati per il riciclo, finendo negli inceneritori. Secondo Ricci in questo momento storico dove gli effetti del riscaldamento climatico, e le sue conseguenze sull’approvvigionamento di materie prime comincino ad essere evidenti, l’industria non può più esimersi dal considerare come ridurre l’impatto ambientale dei contenitori a perdere e dell’utilizzo di materie prime in genere. Tenendo in considerazione l’aumento della popolazione mondiale, parallelamente ad una progettazione finalizzata ad un reale riciclo, vanno introdotti sistemi già collaudati all’estero che incentivino la restituzione degli imballaggi a perdere come il deposito su cauzione (che garantisce la qualità della raccolta priva di impurità e previene l’abbandono nell’ambiente). Ma siccome dobbiamo ridurre le immissione di gas serra, non possiamo solamente rendere efficienti i processi produttivi (che spesso equivale a produrre/consumare di più): non esiste altra strada che dimezzare il consumo di risorse attraverso, ad esempio, sistemi di erogazione alla spina ovunque possibile. Va inoltre ripreso e rivisitato il sistema del vuoto a rendere di un tempo con attuazioni a ciclo chiuso all’interno di esperienze locali. Il riuso anche nel settore industriale come quello del riutilizzo degli imballaggi secondari e terziari ha dimostrato efficienza gestionale e creazione di maggiori posti di lavoro.

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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