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Quadri e bottiglie: oltre le etichette

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Quando visitate una mostra di pittura, scultura o fotografia, non fate anche voi come tutti? Non vi avvicinate subito all’opera per cercare la targhetta laterale? Fateci caso: sapete benissimo che è un quadro e che, a meno si tratti d’un’opera astratta, capite il soggetto o il tema. Eppure, vi domandate sempre “cos’è?” e “di chi è?”: identità e paternità. Ma vorreste anche qualche informazione in più. Non per dissacrare, o forse si, ma l’approccio è molto simile a quello che abbiamo per i prodotti sugli scaffali dei supermercati: sapete benissimo che siete nel reparto vini, dei rossi, di quelli lombardi e che ci sono differenti bonarde ma per comprare (quindi per usare) avete bisogno di più informazioni. Come i vini, anche le opere d’arte hanno bisogno di etichette per aiutarci a capire. Ma basta un’etichetta per capire? Domanda retorica, perché avere una guida accanto a sé che ci fornisca spiegazioni, che ci sveli segreti e generi emozioni sarebbe l’ideale. Non sappiamo se la designer Sonia Pedrazzini abbia fatto questi ragionamenti, resta comunque che ha scelto Morandi, tutto sommato il primo pittore di packaging!, e ne ha studiato sia la poetica sia il processo artistico. Ha realizzato un set di candele che riproducono in colori e dimensioni differenti le stesse bottiglie ricorrenti nelle opere del maestro; ha predisposto un packaging adeguato, rivestito di carta di ricorda le tele dei pittori, e vi ha inserito non solo le candele-bottiglia ma anche un pattern che spiega la funzione del set: si tratta di una riproduzione moderna del foglio di carta che Morandi utilizzava per disegnare le posizioni singole, reciproche e quindi l’insieme delle bottiglie e degli oggetti secondo un equilibrio di rapporti. Segnava le posizioni con cerchi intorno alle basi e poi le disponeva e le spostava fino ad individuare la configurazione che poi ritraeva. Il progetto di Pedrazzini è considerabile una risposta possibile a quel desiderio universale di sapere di più sull’opera d’arte: permettere di conoscerne il significato attraverso un pack e un package che consente di rivivere parte del processo creativo. Ad ognuno le Morandine (questo il nome del progetto) offrono emozioni e significati differenti, a noi hanno permesso di generare un dubbio e una verità: Morandi era un pittore oppure uno scultore della realtà? 

Note tecniche. Il packaging de Le Morandine è concepito per essere prezioso e sostenibile. La scatola, realizzata da S.A.P. srl di San Rocco al Porto – Lodi, auto montante e monomaterica, è in cartone ondulato riciclato al 100% ed è rivestita sia all’esterno che all’interno di carta goffrata Fedrigoni. La scelta di rivestire anche l’interno con carta goffrata è dovuta all’idea di mostrare le candele – una volta aperta la confezione – come fossero un quadro tridimensionale, come adagiate su un lembo di tela dipinta (la texture e la tinta grigio tenue dovrebbero, infatti, rievocare lo sfondo di un quadro di Morandi). All’esterno, sul coperchio un logo bianco, impresso a caldo, riprende il motivo a cerchi del pattern morandiano già sviluppato per la brochure.

 

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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