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Quando il prodotto è packaging: Lavazza

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P17G_358Mondadori pubblica ‘Lavazza. Una Storia Industriale dal 1895′, un volume dedicato all’evoluzione di Lavazza. Lo studio analizza in dettaglio i vari momenti di sviluppo e gli snodi familiari e gestionali più significativi dell’azienda torinese, riassunti in tre momenti. La prima parte racconta il percorso che ha portato Lavazza da impresa commerciale a impresa industriale attraverso tre tappe decisive. La prima consiste nel confezionamento del caffè che viene offerto al consumatore – dal 1956 – non più sfuso ma sottovuoto: un’intuizione fondamentale per l’identificazione immediata tra marca e prodotto.

La seconda è la comunicazione pubblicitaria: Lavazza fu precursore di un format caratterizzato da una straordinaria continuità nel tempo e da un’immediata associazione dei protagonisti degli spot al brand. La terza è dedicata alle capsule monodose per l’espresso, compatibili con un solo tipo di macchina: è l’innovazione che ha implicato una vera e propria rivoluzione culturale: la possibilità di portare il caffè in ogni luogo, semplificando radicalmente la preparazione della bevanda. La seconda parte del volume è dedicata al mondo del lavoro, mentre la terza parte ricostruisce la storia di Lavazza attraverso l’archivio storico d’impresa: è una raccolta di documenti di produzione e provenienza aziendale, integrati da documenti della Camera di Commercio e da materiale a stampa di diverso tipo – libri, periodici, pubblicazioni monografiche su Torino, documenti amministrativi – custoditi presso l’Archivio storico della città di Torino e la Biblioteca Storica della Provincia di Torino.  In questo modo l’archivio presenta un percorso aziendale non solo cronologico ma anche per vaste aree tematiche. Chiude il libro una riflessione sulla gestione familiare di Lavazza, che opera da quasi centoventi anni e la cui continuità è un traguardo da considerare oggetto di studio. Il libro è il risultato di una ricerca condotta dall’Università Bocconi-CRIOS, coordinata da Giuseppe Berta, ed Elisabetta Merlo, con i contributi di Chiara Casalino-Politecnico di Torino, Guido Corbetta-Università Bocconi-CRIOS e Stefano Musso-Università degli Studi di Torino.

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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