Home » Imprese & Mercati » Sacco caffé, compostabile e con bio valvola

Sacco caffé, compostabile e con bio valvola

0
0

0
0
0

Caffé Molinari di Modena, produttore di caffè di fascia premium, ha introdotto una gamma Bio™ nelle varietà Espresso e Decaffeinato, utilizzando un packaging certificato compostabile. La confezione di caffè consiste di due strati, comprendenti uno strato esterno di NatureFlex™ bianco metallizzato ad alta barriera, accoppiato ad uno strato interno sigillante in biopolimero, che offre elevata resistenza e integrità della saldatura. Il supporto flessibile è nato dalla collaborazione con Goglio e prevede integrazione fra la soluzione NatureFlex™ e una bio-valvola di protezione dell’aroma, progettata e brevettata dalla Divisione Plastica di Goglio. La costruzione della confezione, completa di valvola, è conforme allo standard EN13432 sul compostaggio industriale ed ha la certificazione di compostabilità OK Compost di Vinçotte. Soddisfazione da parte di Giuseppe Molinari, AD di Caffè Molinari, e di Attilio Cecchi, Area Sales Manager Italy di Innovia Films.

Autore: Luca Maria De Nardo

Commenti (5)

  1. Flavia scrive:

    Un altro imballaggio compostabile che finirà nella spazzatura indifferenziata o nel termovalorizzatore se raccolto con la plastica. http://www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2015/04/17/bio-bottiglie-riciclo-problema-impianti-non-ancora-pronti_MF88wECOu2RnpMfsrJhx0H.html

  2. Luca Maria De Nardo scrive:

    E’ probabile, ciò non significa che non sia utile iniziare. La somma di tali iniziative aumenta la pressione sulla società nel suo insieme. La strada dell’innovazione attraversa anche l’inerzia dell’ente pubblico, che spesso non attiva pur ricevendo contributi pubblici; incrocia il consumatore che non chiede ai propri amministratori e non legge le istruzioni. Come recita la direttiva europea, la responsabilità va condivisa.

  3. Flavia scrive:

    Esatto mettere in pratica la responsabilità condivisa significa che tutti i soggetti si assumano la responsabilità, anche economica, dei propri atti: dal produttore di imballaggio al cittadino.
    Responsabilità condivisa sottintende che il produttore di imballaggi dovrebbe pagare un contributo ambientale a seconda di quanto costa a enti locali e cittadini il fine vita di un determinato imballaggio (chi inquina paga). Su questa scelta è responsabile il produttore e corresponsabile la politica quando non regolamenta, non certamente chi acquista i prodotti o organizza la raccolta differenziata. Il riciclo è un processo industriale e dovrebbe avvenire in Italia per non aggravare il bilancio ambientale. Un’analisi seria del ciclo di vita LCA di un imballaggio dovrebbe tenere conto del fine vita dello stesso: discarica, termovalorizzazione o riciclo. Anche dove avviene il riciclo e con quali costi e risultati dovrebbe essere misurato. Abbiamo corsi universitari e centri studi e di ricerca post universitari che si occupano di queste tematiche. Nonché premi prevenzione e convegni di settore. Ma questo aspetto che impatta su consumatori e sui costi della gestione dei rifiuti non rientra nelle analisi LCA presentate al pubblico quando si promuove o analizza un determinato imballaggio.
    Sembra quasi che un imballaggio possa essere sostenibile solamente perchè prodotto con fonti rinnovabili o perchè compostabile negli appositi impianti e che cosa succeda realmente sia di secondaria importanza. Chissenefrega se il consumatore non legge le avvertenze, se si confonde e sbaglia a differenziare, se i comuni non ricevono che una minima parte di contributi rispetto a quello che servirebbe e se i cittadini pagano l’imballaggio quando comprano e quando smaltiscono.
    L’industria italiana dipende dalla capacità di spesa di cittadini e comuni che è drammaticamente tagliata e ancora in discesa. Come si fa a pensare di “essere nel giusto” perchè si sta innovando e quindi pretendere che si materializzi a spese delle comunità un sistema in grado di accogliere un nuovo materiale. E poi si può definire innovativa un’azione che che invece di efficientare e ridurre costi di un sistema crea costi aggiuntivi per altri soggetti. Siamo d’accordo sul fatto che la politica locale e nazionale possa dimostrarsi inerte o incapace ma questo non giustifica una gara a chi fa peggio. Responsabilità condivisa significa essere responsabili sulle conseguenze della proprie azioni rispetto alla realtà attaule e non quella che dovrebbe essere. Da qui può sortire l’effetto positivo di spingere altri soggetti verso il miglioramento che lei cita.

  4. Luca Maria De Nardo scrive:

    Pubblico il suo commento ma sarebbe utile mettere anche il suo nome e la sua funzione: cosa ne pensa?

  5. Flavia scrive:

    Sono intervenuta da semplice cittadina con formazione tecnica interessata all’argomento capitata per caso su questo sito durante una ricerca. Ho approfondito gli argomenti portati nel commento da quando ho fatto parte per alcuni anni di una commissione rifiuti di un piccolo comune insieme ad altri volontari di associazioni ambientaliste e movimenti rifiuti zero.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Login

Lost your password?
ISCRIVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Sarai sempre aggiornato sulle novità e gli eventi di Packaging Observer