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SAIB a Ecomondo

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SAIB pannello truciolareGiuseppe Conti di SAIB (sito ufficiale) illustra vantaggi e prospettive delle tecnologie di trattamento dei rifiuti da imballaggio presentate a Ecomondo 2017.

Quale vantaggio diretto o indiretto ritenete che la vostre tecnologie portino alla filiera del packaging? Noi utilizziamo tutto ciò che rappresenta lo scarto del packaging, da anni ritiriamo gli imballaggi non utilizzabili trasformandoli in pannelli truciolari di legno che a loro volta entrano nella filiera del mobile. Da vent’anni utilizziamo rifiuti trasformandoli in risorsa: è stata una scelta voluta e strategica e qui ad Ecomondo 2017 abbiamo voluto condividere e comunicare in modo congiunto con altre aziende che l’Italia è il primo paese al mondo nel recupero del legno: ogni anno infatti recuperiamo noi come SAIB 500.000 tonnellate l’anno. Ritiriamo materiali da riciclare in tutto il nord Italia e al centro grazie al contributo di Rilegno, ma anche in regioni lontane del sud. Ed in aggiunta anche da paesi europei vicini all’Italia, come Francia e Svizzera dove funziona una buona raccolta di manufatti in legno giunti a fine vita ma non hanno ancora sviluppato un adeguato know how per ricavarne risorse per l’industria del mobile.

SAIB ha iniziato la sia attività nel 1962 con quali obiettivi e strumenti E’ un progetto fin dalle origini al femminile: la fondatrice, mia nonna, aveva già uno spirito ‘verde’, anche se allora non esisteva questo concetto: decise di valorizzare gli scarti della lavorazione del pioppo, perché allora si utilizzava la parte nobile per produrre compensati. Di fronte a scarti e ramaglie venne l’idea di cipparli, pressarli con collanti e farne pannelli truciolari. Seguì una crescita costante e progressiva, l’ingresso delle sue figlie, di uno dei loro mariti ed è poi subentrata la terza generazione. Oggi SAIB è un’azienda famigliare ma con manager anche non dell’ambito famigliare. E’ certificata ISO 9000 e 18000 e i prodotti sono certificati FSC.

Qual è stato l’apporto delle tecnologie? Fondamentale, non più tardi dello scorso anno è stata installata una nuova linea automatica che nel nostro settore comporta investimenti molto importanti per un’azienda da 115 milioni di fatturato. Ci siamo inoltre strutturati per esportarli in tutto il mondo; prima dell’installazione di questa linea l’export pesava per il 15%, l’obiettivo oggi è di raddoppiarlo.

Vi ritenere attori dell’economia circolare? Sì e da tempi non sospetti: oggi ci sono 140 camion al giorno che alimentano i nostri impianti con rifiuti italiani ed esteri. Tutto viene valorizzato, anche i rifiuti estratti dal legno come i metalli vengono valorizzati. L’unica forma di termovalorizzazione riguarda il polverino di legno che alimenta la camera di combustione dell’impianto.

Progetti per il futuro? Internazionalizzarci sempre di più con qualità di prodotto crescente, e diventare partner strategico per chi produce mobili. Ci stiamo a tal proposito espandendo in Asia, e a breve intendiamo arrivare anche negli Stati Uniti.

Autore: Luca Maria De Nardo

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