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Sick a Ecomondo

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Alberto Pronzati di Sick spa (sito ufficiale) illustra vantaggi e prospettive delle tecnologie applicate alle linee di trattamento reflui, di produzione di energia e di valorizzazione dei rifiuti per la filiera dell’imballaggio presentate a Ecomondo 2017.

Quale vantaggio diretto o indiretto ritenete che la vostre tecnologie porteranno alla filiera del packaging? Sick garantisce una copertura di prodotti vasta e complessa dal mondo industriale alla logistica, da quello del controllo di processo a molti altri. Il vantaggio specifico alla filiera del packaging, oltre al contributo nella produzione degli imballaggi tramite le macchine automatiche che montano dispositivi di controllo, è anche nelle fasi di processo su quelle linee e impianti che permettono di rivalorizzare l’imballaggio arrivato alla fine del suo ciclo di vita, che si tratti di materiali gestibili come biomasse, e quindi anche come risorsa energetica, piuttosto che materiali riutilizzabili tal quali. I sistemi di monitoraggio per il controllo delle emissioni che proponiamo ad Ecomondo sono un vantaggio in termini di tecnologia, di innovazione perché garantiscono alta efficienza ed affidabilità, oltre alla conformità alle normative ambientali, ai requisiti di legge e agli standard tecnologici richiesti in Europa.

In che senso le vostre tecnologie possono rendere più efficienti gli impianto di gestione dei rifiuti? Per i consumi energetici? Per le emissioni? Abbiamo diverse soluzioni che possono dare un efficientamento agli impianti di trattamenti rifiuti: si va dal controllo dell’ingresso dei rifiuti negli impianti, sistemi di monitoraggio delle portate, misure su nastri, sull’utilizzo di gas naturale, piuttosto che di aria ed acqua, oltre ad una serie di prodotti e di sensori per il controllo della catena di riciclo, al monitoraggio dei gas nei casi in cui sia presente un combustore, come negli inceneritori che possono produttore cloro e fluoro. In questi campi vantiamo prodotti innovativi come i sistemi FTR e multiparametrici.

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Gli impianti di trattamento rifiuti, di selezione e di termovalorizzazione non piacciono ai cittadini. Cosa offrono le vostre tecnologie per renderli sicuri, ‘amici’ e accettabili come vicini di casa? Sicuramente un’affidabilità e un’accuratezza sul dato e sull’analisi effettuata dei sistemi; la certificazione che tutti i nostri prodotti per il monitoraggio hanno ed ottengono dopo lunghi mesi di test da parte di enti di controllo internazionali. Sono sistemi in grado di misurare gli inquinamenti e gli scarti di lavorazione. Il gestore dell’impianto può utilizzare queste garanzie per rassicurare anche i cittadini, oltre che gli addetti ai lavori, oltre che dal punto di vista gestionale potersi assicurare una continuità di esercizio in impianti che lavorano tipicamente a ciclo continuo.

Oggi gli impianti italiani di valorizzazione dei rifiuti sono sicuri? In base alla mia esperienza ventennale sui termovalorizzatori e sul ciclo dei rifiuti posso affermare che il livello tecnologico è elevato, il controllo avviene, l’abbattimento degli inquinanti è monitorato. Vantiamo impianti e tecnologie innovative, insomma. In Italia ritengo che il parco degli inceneritori sia sicuro ed a norma. Ma anche efficienti dal punto di vista della produzione di energia e remunerativi.

Quanto pesano le applicazioni nel settore rifiuti sul vostro fatturato Italia? Il peso è destinato a crescere? Se guardiamo in generale, il mercato è in crescita dal punto di vista dei materiali di seconda vita e sostiene sviluppo e crescita di diversi ambiti industriali: e ciò crea mercato a noi, per le macchine e le linee necessarie. Nella filiera invece delle biomasse e dei combustibili ritengo che ci sarà una contrazione di mercato; l’incenerimento non è la prima opzione, si tende a individuare soluzioni di valorizzazione migliori. Tuttavia le numerose aree di Italia in costante emergenza rifiuti terranno attivo il settore della termovalorizzazione: la discarica è un’opzione sempre più lontana. Il riciclaggio si potrà portare a livelli estremi, valorizzando il più possibile, sta di fatto però che l’industria continuerà a produrre scarti e necessariamente sarà necessario trovare dei compromessi tra un trattamento economicamente vantaggioso e gli impatti ambientali. I rifiuti speciali tendono a prendere la strada dei termovalorizzatori, perché non è più pensabile l’interramento. Certamente non è pensabile costruire termovalorizzatori in tutte le regioni ma si dovrà anche dare la possibilità di trasportare determinati rifiuti fuori regione.

Autore: Luca Maria De Nardo

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