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SIMAM a Ecomondo

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Antonio Biagioli, Direttore Progetti Speciali Simam Spa (sito ufficiale), illustra vantaggi e prospettive delle tecnologie di trattamento reflui e di produzione di energia per la filiera dell’imballaggio in Italia e all’estero presentate a Ecomondo 2017

Quale vantaggio diretto o indiretto ritenete che la vostre tecnologie porteranno alla filiera del packaging?

Simam è specializzata in trattamenti acque tra cui proprio acque di lavaggio, preparazione e processo nell’industria del packaging. Siamo in contatto con una grande azienda tessile, unica nel suo genere nel mondo, che ha problemi di acque di tintoria simili a quelli che abbiamo affrontato, gestito e risolto in vari modi per un’importante azienda di imballaggi marchigiana, leader nel suo settore. Da trattamenti tradizionali siamo passati prima a trattamenti più sofisticati con evaporatori ma energivori; poi, con un’attività di global service e tramite gestione diretta da parte nostra remunerata in base al risultato, siamo passati a trattare e poi avviare in rete fognaria i reflui conformi alle norme vigenti: il successo è stato ottenuto tramite una revisione dei processi tradizionali, meno energivori e più semplici Questo modello tecnologico potrà essere applicabile anche ai processi di quest’azienda tessile leader a livello mondiale.

Qual è stato il cuore del problema? I settori tessile e del packaging condividono la medesima area critica: il rilascio di pigmenti e inchiostri in una matrice fluida: il nostro processo è di tipo biologico al posto di uno termico ed oltre al minor consumo energetico dà risultati migliori. Nel caso del comparto tessile, l’acqua sarà riutilizzabile. Ma oltre all’aspetto energetico e di qualità dell’acqua ottenuta, l’impianto sarà anche più semplice da gestire: e in questo settore ridurre la complessità gestionale è uno de vantaggi competitivi.

Qual è il comparto dei trattamenti sul quale le imprese italiane sono più carenti? Percolati da discarica. C’è una carenza di tipo tecnico perché, oltre al numero elevato di discariche, questo tipo di fine vita è stato considerato solo apparentemente più semplice: in realtà è l’inizio di una serie di problemi. Ogni discarica ha un suo ciclo di vita e verso la fine di esso i problemi di percolato si moltiplicano. Come Simam ci siamo specializzati in questo campo, partendo da una discarica collinare marchigiana per poi passare ad un’altra collinare a Genova che presentava anch’essa una carenza tecnica sul percolato. Sull’onda della soluzione del problema di Genova ne è stata progettata un’altra vicina, in corso d’opera, ma migliore dal punto di vista degli impatti e della gestione del percolato. Oggi molte discariche producono percolati difficili da gestire, che vengono raccolti e poi tramite autobotti smaltiti altrove con costi tecnici e logistici non indifferenti. Invece, un percolato dà un permeato che opportunamente trattato può essere immesso o in corpo superficiale o in rete fognaria lasciando solo una piccola parte da gestire altrove.

Simam gestione e trattamento percolato da discaricheE’ la tecnologia il punto su cui far leva oppure anche gli incentivi economici si dimostrano strategici per far decollare queste tecnologie? Diciamo che negli ultimi anni sul trattamento acque non ci sono state innovazioni sconvolgenti, possiamo parlare invece di un loro affinamento. I trattamenti rimangono quelli che conosciamo: trattamento a carbone, a sabbia, microfiltrazione, ultrafiltrazione, nanofiltrazione, osmosi diretta e inversa. Cosa è cambiato? Sono state migliorate le membrane per forma e materiale, ed è quindi migliorata la loro efficienza; sono poi cambiate le formulazioni dei carboni, con maggiore capacità di assorbimento e quindi di maggiore durata o più facilmente rigenerabili; nelle tecnologie di filtrazione si sono migliorate le sequenze di esse, riuscendo a fare in modo che la prima assolvesse ad una funzione, per esempio, di guardia a quella successiva. In sostanza, più ricerca e studio.  In Simam abbiamo sviluppato alcuni trattamenti applicando in modo particolare l’osmosi diretta, che ha bisogno di pressioni più basse rispetto a quella inversa, ma comporta macchine che costano meno, che pompano meno: l’investimento iniziale è maggiore ma è più semplice e meno onerosa a livello gestionale. Cerchiamo di proporre tecnologie e metodiche operative diverse, ma possiamo farlo soltanto grazie a un’intensa sperimentazione e alla ricerca.

Simam impianti di microgenerazioneA Ecomondo presentate anche un impianto di micro-generazione: quale potenzialità intravvedete in questo settore? Notevoli, ed anche questo progetto deriva da un’intensa attività di ricerca. Abbiamo svolto molta ricerca per realizzare un impianto di gassificazione per biomasse. E’ adatto a comunità rurali in Italia, e all’estero in paesi poveri di Asia e Africa, dove nelle aree rurali vive il 70% della popolazione. Dove c’è agricoltura, biomassa, stagionalità ma mancano l’energia elettrica e l’acqua potabile c’è un mercato per la combinazione integrata di piccoli impianti di cogenerazione, eolico, fotovoltaico, di piccole turbine idroelettriche che sfruttano la ciclicità della giornata e la stagionalità nell’arco dell’anno. Così si può dare energia ma anche acqua per l’irrigazione a piccole aziende agricole. E’ molto improbabile riuscire a costruire velocemente reti nazionali, invece questi micro-obiettivi sono più reali e concreti. L’impianto pilota è in funzione attualmente presso di noi. Al momento stiamo tarando l’offerta in termini di prezzo e di tecnologie in funzione dei differenti bisogni territoriali e sociali. Ad oggi stiamo seguendo un progetto di sviluppo rurale in Costa d’Avorio probabilmente finanziato dalla Banca Africana di Sviluppo. E al di là del business, Simam da 15 anni è impegnata nel sociale: in Costa d’Avorio sosteniamo una missione per aiutare i bambini nella formazione e gli anziani nella salute.

 

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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