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Stadler a Ecomondo

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Paolo Cravedi di Stadler Italia srl (sito ufficiale) illustra vantaggi e prospettive delle soluzioni ecocompatibili per la filiera dell’imballaggio presentate a Ecomondo 2017.

Quale vantaggio diretto o indiretto ritiene che le vostre tecnologie porteranno alla filiera del packakging? Siamo arrivati ad un ottimo grado di separazione dei rifiuti partendo dai rifiuti da imballaggio. A fronte di numerose tipologie di plastiche, oggi siamo in grado di recuperare materiale non solo per tipologia ma anche per colore. L’elevato grado di separazione ottenuto permette lungo la filiera del riciclo di arrivare meglio alle fasi di rifilatura, pulizia, triturazione, ecc.

Da quanto tempo Stadler attua anche la separazione cromatica? Da anni, ma di recente siamo arrivato ad un grado di perfezione elevato insieme anche ad una riduzione degli ingombri degli impianti e di costi.

Altri miglioramenti delle tecnologie? Sì, abbiamo da poco investito su un nuovo modello di separatore balistico per le materie plastiche leggere e i lavori sono in corso per un separatore molto grande per un’applicazione materiali ingombranti del settore ‘costruzioni’. Abbiamo investito nel miglioramento del layout degli impianti più a livello di architettura e di flussi che di singole macchine che compongono le linee. Il criteri-guida di questi interventi è ‘portare in giro’ il meno possibile i materiali, di ridurre lo sviluppo lineare dei nastri: questo permette di realizzare impianti compatti, un aspetto vincente per un paese come l’Italia. Anche sul fronte dei consumi energetici sono stati ottenuti importanti miglioramenti grazie ad uno standard delle motorizzazioni.

Quali materiali da riciclo avrebbero oggi bisogno in Italia di un miglioramento tecnologico? Negli ultimi anni molto si è investito sulle materie plastiche, anche su carta e cartone, mentre nell’area dell’indifferenziato degli RSU c’è stata meno attenzione ed è un settore per il quale Stadler vende molto nel mondo, più che in Italia. Nonostante una già buona separazione a monte, l’indifferenziato in Italia è un materiale ancora ricco di risorse.

Oggi il 75% degli imballaggi immessi al consumo viene valorizzato: questo dato contribuisce a ridurre la necessità di nuovi impianti? Quello del packaging è un mercato ormai saturo per questa tipologia di impianti? No, credo che vi sia un ampio margine di crescita per due motivi: aumenterà la raccolta differenziata da parte dei cittadini, quindi la quantità ma soprattutto la qualità del materiale. Poi, quel 25% è molto interessante. A conferma di ciò, negli ultimi tre anni abbiamo fornito quattro impianti importanti solo nel settore delle materie plastiche.

Autore: Luca Maria De Nardo

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