Home » Ambiente » Tetra Pak a Ecomondo con FSC

Tetra Pak a Ecomondo con FSC

0
0

0
0
0

Tetra Pak Italia (sito ufficiale)partecipa a Ecomondo a Rimini, dal 7 al 10 novembre prossimi, all’interno dello stand allestito da FSC per raccontare ai visitatori le migliori esperienze in materia di gestione forestale responsabile, riduzione delle emissioni di CO2 e uso di materia prima certificata nel nostro Paese. Partecipato anche da AzzeroCO2 e Consorzio Bestack, l’iniziativa congiunta costituisce un hub della sostenibilità all’interno del quale si potranno conoscere alcune tra le più importanti realtà italiane e internazionali attive nella produzione di packaging in carta e cartone sostenibili (Tetra Pak® Italia e Consorzio Bestack) e in progetti di riqualificazione del territorio (AzzeroCO2).

La presenza collaborativa ad Ecomondo punta a sottolineare l’importanza di salvaguardare le foreste attraverso l’uso responsabile, rispettoso dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile. fsc_teaserIl messaggio centrale dello stand è un’equazione: “Senza foreste finisce la favola”, ed è ribadito dal materiale promozionale grazie ai personaggi deo grandi classici della favolistica. Accanto al messaggio veicolato dallo stand, un convegno sul tema della gestione sostenibile delle foreste: l’appuntamento  per l’8 novembre in Sala Tiglio 1, Padiglione A6. Il focus è sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) delle Nazioni Unite e sul ruolo del responsible forest management nel loro raggiungimento. Aperto da Davide Pettenella, presidente di FSC Italia, e da Donato Speroni, responsabile redazione di Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Tetra Pak® Italia, AzzeroCO2, Consorzio Bestack, Sofidel, LIC Packaging e Amorim Cork Italia sono chiamate ad illustrare le attività legate alla CSR, con focus su SDGs e certificazione FSC.

“La certificazione FSC sarà spiegata dai suoi protagonisti” ricorda Diego Florian, direttore di FSC Italia -“La gestione forestale responsabile contribuisce al raggiungimento di 11 dei 17 Obiettivi indicati dalle Nazioni Unite come fondamentali per lo sviluppo sostenibile; con la certificazione,  queste pratiche devono diventare reali strumenti di business, in grado di generare benefici diffusi”.

Autore: Elsa Riva

Commenti (2)

  1. Franceso scrive:

    Il tetrapack che viene riciclato per una minima quantità dell’immesso al consumo è un materiale usa e getta che non può definirsi sostenibile. Le foreste sono minacciate dal disboscamento e dalle conseguenze del cambiamento climatico. Anche in Italia gli incendi che si sono susseguiti ultimamente rendono l’idea di quanto sia necessario non sprecare risorse rinnovabili, anche se si tratta di legname FSC (ovviamente preferibile a quello illegale) . I tempi di rigenerazione delle risorse rinnovabili sono in genere lunghi e la domanda di materie prime sta raddoppiando. Così come l’olio di palma il legname e la sua cellulosa è sottoposto ad una fortissima richiesta che arriva da molteplici settori: costruzioni, abbigliamento, mercato del pellet, ecc. Come si fa a pensare che ci siano ancora terreni sufficienti per sostenere i consumi usa e getta di 9 miliardi di persone? La FAO e altri organismi forniscono i dati dei terreni persi tra erosione dei suoli, siccità senza tenere conto dell’aumento del livello dei mari che renderà non coltivabili anche parte della pianura padana…Basta sapere fare due conti e guardare all’overshoot day per capire che l’industria sta alimentando false aspettative nell’opinione pubblica, per non fare crollare la domanda di beni e il consumismo. Il risveglio sarà duro.

  2. Luca Maria De Nardo scrive:

    Egregio signor Francesco, la nostra linea editoriale gradirebbe prima della risposta il consenso a indicare la sua identità completa, nel frattempo pubblichiamo il suo commento in modo integrale. La nostra risposta, per il momento, è la seguente:

    La valutazione dell’impatto ambientale di un packaging monouso è un’operazione complessa, anche se è intuitivo e scientificamente provato che materie prime derivanti da fonti rinnovabili impattino molto meno rispetto a quelle fossili. Ciò premesso, un primo livello di risposta prevede l’indicazione di uno scenario alternativo: assenza di packaging, packaging riutilizzabile del produttore, packaging riutilizzabile del consumatore. Lo scenario del prodotto sfuso rientra nel terzo scenario. Se vuole indicarcene uno lei, ce lo comunichi.

    I tre scenari, o quello indicato eventualmente da lei, vanno applicati ad un solo mercato, per esempio quello del latte fresco, oppure del succo di frutta, indicando forma e materiale a suo parere alternativi. Se ci indica quale dei tre scenari ritiene migliorativi, con quale materiale ed in quale settore potremmo cercare una possibile risposta alla sua obiezione, interessante ma troppo generica nella formulazione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Tags

Articoli simili

Login

Lost your password?
ISCRIVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Sarai sempre aggiornato sulle novità e gli eventi di Packaging Observer