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The fresh soup kiosk

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Un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande all’interno del parco acquatico Zoomarine di Torvaianica, alle porte di Roma, è il tema del brief assegnato ai partecipanti del Master Food Design IED-edizione 2011-2012. Luisa Manfrini (www.luisamanfrini.com) ha elaborato il seguente progetto conclusivo del master.

Le zuppe fredde sono un ottimo pasto per i caldi mesi estivi. Zuppe, come il gazpacho a base di pomodoro, la zuppa vichyssoise con patate e porri o quella di cetrioli e yogurt, sono appetitosi piatti di minestra fredda. Normalmente succede che ci dimentichiamo di consumare le zuppe con l’arrivo della primavera, ma d’estate fa così caldo che tutti i cibi assumono un aspetto indigesto e paiono comunque inadeguati a rinfrescare corpo e mente. Da questo presupposto nasce l’idea di un chiosco dedicato interamente alla preparazione di zuppe fredde a base di frutta e verdura, guarnite con foglie di erbe aromatiche. La mission di The Fresh Soup Kiosk è quella di fornire un’ alternativa sana al classico pasto proposto all’interno del parco di divertimenti tipo. I mesi di apertura del parco acquatico Zoomarine sono quelli estivi, pertanto si propone una selezione di pasti energetici, sani e di facile digestione. The Fresh Soup Kiosk è concepito ispirandosi ad una classica fattoria lignea delle campagne americane, col suo piccolo orto limitrofo. L’idea è quella di proporre un’immagine fortemente legata alla natura che richiami immediatamente alla mente i principi del km 0, dell’autoproduzione, dell’ecologia e del biologico: si tratta di un trend fortemente consolidato negli ultimi anni a livello mondiale, sostenuto oltretutto da testimonial quali Michelle Obama e i suoi orti alla casa Bianca o i progetti di educazione alimentare di Jamie Olivier nelle scuole londinesi. Ecco quindi che tutte le zuppe fredde, rigorosamente vegetariane, vengono guarnite ed insaporite con le erbe cresciute nell’orto verticale che corre sulla facciata e sulla falda di copertura Sud. L’orto viene concimato con il terriccio autoprodotto grazie al compostaggio dei residui organici che si ottengono dalla mondatura dei vegetali. Si instaura così un principio virtuoso tra scarti di frutta e verdure, loro riciclo per la produzione del terriccio e concimazione delle aromatiche che diventano materie prime di produzione. Zoomarine non è solo un parco dei divertimenti ma anche un parco tematico dove la componente di comunicazione ed istruzione è determinante. Attraverso il cibo si può facilmente trasmettere un messaggio legato all’ecologia e a tutti quei processi che aiutano la salvaguardia del pianeta. Così, oltre a diffondere un messaggio legato alla conoscenza e al rispetto dovuto agli animali, Zoomarine estende il messaggio di tutela e salvaguardia al nostro pianeta.

Autore: Luca Maria De Nardo

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