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Un materiale intelligente: ignifugo e atossico

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Nelle prevenzione incendio si può e si deve andare oltre le indicazioni di legge, a garanzia della massima sicurezza. Il caso di un materiale innovativo per produrre dispositivi di sicurezza paracolpi.

Secondo gli ultimi dati disponibili al 2016 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei 234.675 interventi il 29% è stato richiesto per incendi ed esplosioni; è in leggera crescita, dello 0,3% rispetto all’anno precedente, ma risulta che il 6,3% degli incendi ha avuto luogo in ambito industriale, come capannoni, fabbricati agricoli, magazzini e autorimesse. Numericamente il dato sembra esiguo ma va considerata l’estensione delle aree e la tipologia e il volume di merci e macchinari che vi risiedono.

Cosa dicono le normative

Negli stabilimenti dove si immagazzinano materiali lignei, cartacei e polimerici in attesa di lavorazione e già lavorati pronti per la vendita, la prevenzione incendi a livello di progettazione delle strutture è un atto dovuto per legge. Il Regolamento (UE) N. 305/20112 del Parlamento Europeo e del Consiglio emanato il 9 marzo 2011 disciplina come le opere da costruzione debbano essere progettate, realizzate e gestite in modo tale che siano minimizzate le cause di incendio o di esplosione, provvedendo innanzitutto all’incolumità delle persone e, secondariamente, alla tutela dei beni presenti, delle strutture e dell’ambiente.

Tecnologie per la prevenzione

Eppure, anche le normative danno indicazioni non sempre utili a limitare i danni da combustione. Per esempio, secondo STOMMPY Srl di Rubiera (RE), specializzata in dispositivi di sicurezza paracolpi, i prodotti ignifughi, entro certi valori di temperatura e di tempo, riescono a ritardare o addirittura inibire la combustione, evitando di innescare e propagare la fiamma nell’ambiente circostante: si tratta di un risultato possibile grazie alla mescola di sostanze chimiche con altri materiali di costruzione.

Il rovescio della medaglia

Tuttavia questi materiali producono effetti tossici particolarmente elevati quando sottoposti alla fiamma o ad un forte aumento della temperatura. Ne sono un esempio le miscele di borace e acido borico o i fosfati acidi, usati normalmente per impedire o limitare la combustione di materiali di facile accensione come il legno, la carta ed i tessuti. Ancora, per i materiali plastici sono generalmente utilizzati i ritardanti di fiamma bromurati (BFR), composti di organobromo con effetti di ritardante di fiamma nei materiali combustibili. Largamente impiegati nella produzione di oggetti di uso comune come componenti plastiche o tessili, prodotti elettronici, vestiti e mobili, ne viene tuttavia aspramente contestata la loro neurotossicità dal mondo medico.

Una soluzione

STOMMPY®, anziché ricorrere a PVC e a dei BFR, ha messo a punto un composto chimico derivante dal processo di polimerizzazione dell’etilene, miscelato con agenti attivi e reticolanti, ideali per la realizzazione dei dispositivi di sicurezza paracolpi, così si assicura la totale assenza di fumi nocivi in caso di combustione. La tecnologia dell’azienda emiliana, Tecklene®, è dotata di certificazione di atossicità che rende idonei all’utilizzo i dispositivi realizzati con questo materiale in ambienti alimentari e farmaceutici secondo la EU EC Regulation 1935/2004 CEE e ai requisiti della USA FDA Regulation 21 CFR 177.1520. Il nuovo materiale è concepito per non emettere sostanze o fumi tossici, nemmeno se sottoposto a fiamma.

Autore: Luca Maria De Nardo

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