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Un’isola felice per l’Italia

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IMA AdaptaUcima, l’Unione dei Costruttori Italiani di Macchine Automatiche per l’Imballaggio e il Confezionamento, ha realizzato la prima indagine nazionale sul settore rivelando dati differenti rispetti alle statistiche finora elaborate su fonte Istat: il totale del giro d’affari del comparto ammonta a 5,5 miliardi, di cui 4,6 di export (83%) e appena 941 milioni di vendite nazionali. Realizzata dal Centro Studi dell’associazione, l’indagine aggrega per la prima volta i dati forniti dalle aziende del settore e permette un’analisi molto più dettagliata del comparto, presentando la segmentazione delle aziende per classe di fatturato, propensione all’export, ripartizione geografica degli occupati e del fatturato, settori clienti e famiglie di macchine, lettura innovative ed approfondite delle esportazioni. Per esempio, le aziende più piccole (fino a 2,5 milioni) realizzano quasi la metà del proprio giro d’affari (48,9%) sul mercato italiano. La percentuale di vendite sul mercato domestico va via via diminuendo con l’aumentare della dimensione aziendale, arrivando per le imprese più grandi (oltre 50 milioni) a rappresentare solamente il 7,9% del fatturato. Se per tutte l’Unione Europea rimane l’area principale di esportazione, l’incidenza della stessa sul totale diminuisce in modo progressivo, passando dal 44,8% della prima classe (fino a 2,5 milioni) al 29,9% della sesta (oltre 50 milioni). Le vendite alle aziende produttrici di beverage occupano le maggiori quote di fatturato (35%), seguite da quelle alle aziende del food (28,8%) e farmaceutiche (17,1%). Interessante notare come in Italia sia invece il food il settore predominante (37,6%), seguito anche in questo caso da beverage e farmaceutico. I settori cosmetico, chimico e gli altri settori (tra cui tabacco e tissue) occupano quote inferiori di mercato. Le macchine più vendute risultano essere le confezionatrici (che rientrano nella categoria “Formatrici, riempitrici, sigillatrici di imballaggi flessibili e rigidi) con il 41,3% delle quote totali, seguite dalle “Riempitrici e dosatrici, chiuditrici e macchine di controllo”, (24,3%) della cui categoria fanno parte anche le tappatrici. Equamente distribuito il restante fatturato fra le altre tipologie di macchine, guidate da quelle per il confezionamento secondario e il fine linea. (Fonte Ucima-Scarica la sintesi indagine statistica Ucima 2013).

 

 

 

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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