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VOMM a Ecomondo

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L’ingegner Gianandrea Pavoni di VOMM Impianti e Processi spa (sito ufficiale) illustra vantaggi e prospettive delle tecnologie di trattamento reflui e di produzione di energia per la filiera dell’imballaggio in Italia e all’estero presentate a Ecomondo 2017.

Quale vantaggio diretto o indiretto ritenete che la vostre tecnologie porteranno alla filiera del packaging? Un vantaggio indiretto: le tecnologie VOMM consentono il recupero dei prodotti scaduti e dell’organico. Tali tecnologie stimolano un indotto che spinge sempre di più verso il recupero delle frazioni riciclabili come la plastica.

Le biomasse sono oggi abbondanti, ricche di risorse ma complesse da gestire: qual è la vostra specializzazione? Trattamenti termici singoli o abbinati alla digestione anaerobica.

VOMM Fanghi EssiccazionePer le vostre tecnologie la presenza crescente di bioplastiche da imballaggio nei rifiuti umidi e nelle biomasse è un problema? Eventualmente come è stato risolto? Se le bioplastiche sono integre vengono separate ed entrano nella filiera del recupero delle plastiche o delle cosiddette frazioni secche (sovvalli). Se sono già degradate entrano nella filiera del trattamento anaerobico.

Il compostaggio industriale ricorre oggi a tecnologie efficienti? Certamente, è la digestione anerobica, che oggi costituisce una scelta pressoché obbligata.

La grande distribuzione genera in tutto il mondo grandi quantità di alimenti freschi confezionati ma scaduti: questo tipo di biomasse può essere valorizzato con opportune tecnologie? A quali condizioni? Sì, sono le tecnologie VOMM volte al recupero come petfood (essiccato e sterilizzato)  e come alimentazione zootecnica.

VOMM tecnologie e impianti 2Attraverso le vostre tecnologie si possono ottenere frazioni secche utili come materie prime per la produzione di materiali d’imballaggio? Quali e a che condizioni? Sì ma in maniera marginale. Le impurità nell’organico sono nell’ordine del 10% e in queste solo una parte è plastica. Più che un recupero nella filiera della plastica, forse conviene andare ad una riduzione volumetrica spinta e ad un’eventuale termovalorizzazione.

 

 

Autore: Luca Maria De Nardo

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